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Scritto Sabato 23 settembre 2017 alle 12:40

Garlate: con la fantasia propria dei bambini, Severino Bottoli 'firma' il suo secondo libro

C'è chi per trovare l'ispirazione impegna anni, al garlatese Severino Bottoli invece è bastato il curioso incontro della moglie Daniela con una bambina, un pomeriggio di un giorno come tanti: soli sette anni, sorriso curioso e occhi svegli e luminosi, cuciti in viso come i due bottoni che stringeva tra le mani; la bambina gli parlava, cullandoli nel piccolo palmo come fossero esseri animati dotati non solo di occhi, naso e bocca ma anche della capacità di esprimere emozioni. Colpita da quella bizzarra conversazione, la signora Daniela chiese al marito se si potesse trarre spunto dall'episodio e lui, per tutta risposta, impugnò immediatamente carta e penna pronto ad esaudire quel desiderio. Nasce così "I bottoni raccontano", la raccolta di fiabe e narrazioni dello scrittore - classe 1957 - che dopo la pubblicazione del suo primo libro "Tutto nel cuore" ritorna al centro della scena letteraria garlatese dimostrando quanto ancora arda in lui lo stesso "bisogno di raccontare" che ne aveva decretato il successo due anni fa.

Severino Bottoli

A dimostrare la riuscita del lavoro di Severino è ancora una volta il suo pubblico, che nella serata di venerdì durante la presentazione ufficiale presso la sala civica di Garlate ha annoverato sia immancabili amici ed affezionati sia nuovi fan: lo scrittore li ha salutati tutti uno ad uno, commosso e quasi stupito che il suo volume, inizialmente destinato alle menti fantasiose e acerbe dei più piccoli, abbia attratto una così folta platea di adulti.
"Questo progetto è nato per la scuola di Garlate - ha spiegato - e il motivo è che mi sentivo, in un certo senso, in dovere con me stesso dato che amo i bambini e spesso ho avuto la fortuna di poter entrare in classe a fare loro visita grazie alla disponibilità delle insegnanti. Per tutti loro il mio cuore sarà sempre aperto".

La preside Maria Pia Riva insieme all'autore

È stato proprio l'amore per i più piccoli, e in particolare il filtro variopinto con cui vedono la realtà, a convincere l'autore che la protagonista indiscussa della sua opera non poteva che essere una bambina di seconda elementare, ancora svincolata dalla rigidità adulta e impaziente di "fare sogni grandi e sereni, che avrebbero dovuto accompagnare lei e i suoi coetanei non solo durante la notte ma soprattutto di giorno".
"La scelta di affiancare alla protagonista dei bottoni di varie fattezze e colori come "compagni di giochi" ha un significato simbolico - ha proseguito lo scrittore - perché per quanto essi possano sembrare oggetti minuscoli ed insignificanti per noi adulti, nella mente di un bambino si trasformano in un mezzo per il volo della loro fantasia che, grazie alle loro capacità intuitive inimmaginabili, gli permette di raggiungere mondi lontani".
Alcuni di questi "mondi fantasiosi" hanno trovato spazio proprio nella serata di venerdì, prendendo vita grazie alla lettura di vari passi del libro da parte della collaboratrice Antonella Baruca e di Maurilio Viganò, membro di "Garlateatro". Le storie, scorrevoli ma allo stesso tempo dense di significato, possiedono la morale sotterranea tipica delle favole, riconducendo sempre il lettore ai capisaldi del libro - vicinanza, fantasia e soprattutto amore - e tessendo così le fila per un racconto che sul modello saint-exuperiano si dimostra fresco e adatto ai più piccoli tanto quanto implicitamente attento ai temi del "mondo adulto".

Scritto idealmente "a quattro mani" grazie all'instancabile supporto e sguardo critico della moglie Daniela, l'abbozzo del libro è nato a novembre dello scorso anno e nei mesi a seguire è stato scritto quasi di getto, cucendo insieme i vari episodi e creando la trama lineare e definitiva di quello che l'assessore alla cultura Diana Nava ha definito "un libro garbato e gentile in un momento in cui il mondo è abituato ad urlare". Insieme a lei anche il primo cittadino Giuseppe Conti, che di fronte al pubblico accorso per l'occasione ha fatto gli onori di casa esprimendo la sua soddisfazione per iniziative come questa, che "mostrano un puro e genuino voler bene alla nostra comunità e sono simbolo di un impegno che non può venire meno, soprattutto per tramandare i giusti valori alle nostre generazioni future".

Alle generazioni future andrà infatti il ricavato globale della vendita del volume, interamente destinato all'acquisto di materiale per la scuola primaria "Anna Frank" di Garlate, in rappresentanza della quale è intervenuta la dirigente Maria Pia Riva. "Un giorno dell'anno scorso il signor Severino si è presentato nel mio ufficio con la bozza del libro che sarebbe andato in stampa di lì a poco" ha raccontato con un sorriso la preside, parlando di fronte al disegno e al cuore realizzati per Severino rispettivamente dalla scuola dell'infanzia e dalla scuola primaria. "Solo in quel momento, quasi per caso, ho scoperto fosse uno scrittore, mentre al contrario l'affetto per i bambini mi era già evidente da molto tempo. Questa è la sua dote: sa ascoltare i bottoni così come sa ascoltare i cuori dei nostri bimbi".
Una serata che nella sua semplicità ed intimità è riuscita insomma a riportare i suoi ospiti in quel mondo incantato e pieno di novità che solo gli occhi dei piccoli sono in grado di vedere, in cui anche un bottone assume un valore inestimabile, perché come ha saggiamente concluso l'autore: "i libri contengono innumerevoli favole, ma la fantasia di un bimbo ancora di più".
Francesca Amato
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