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Scritto Martedì 10 ottobre 2017 alle 22:26

Lecco: il Ministero non paga il conto per il tribunale e si intasca quasi 3 milioni

A voler fare polemica avremmo potuto intitolare questo articolo Il ministro Orlando “si frega” 3 milioni di euro dei lecchesi. Il Ministero della Giustizia ha deciso infatti di non rimborsare al Comune di Lecco le spese sostenute per il funzionamento del Tribunale dal 2011 al 2015.

Il Segretario Sandro De Martino, il funzionario Marco Sordelli,
l'assessore Anna Mazzoleni e Andrea Frigerio presidente della Commissione

In questi anni Palazzo Bovara ha sborsato oltre 6,2 milioni di euro ma finora ha visto rientrare nelle proprie casse solo 2,1 milioni. Dei 4 che ancora attende, ne incasserà solo 1,4, per di più in 30 “comode” rate annuali da 47.000 mila euro. Non solo dovrà dunque accontentarsi di un rimborso spalmato su 3 decenni, ma dovrà comunque rinunciare definitivamente a introitare 2.8 dei milioni di euro già spesi, con tanti saluti da parte di Roma.  Il tutto, infatti, è avvenuto con il beneplacito della Giunta Comunale che tramite una propria delibera ha accettato le condizioni dettate dal Guardasigilli: pochi soldi e per di più concessi a goccia. A scoperchiare la vicenda è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle Massimo Riva che ha definitivo l’intera questione “semplicemente oltraggiosa”.
“E’ tutto scritto nero su bianco nella delibera approvata dagli assessori e dal sindaco nelle scorse settimane, di cui non siamo mai stati assolutamente informati, nella quale sostanzialmente si accettano le condizioni poste dal ministero. Su un credito di 4,1 milioni di euro, il Comune acconsente ad incassarne solo 1,4 peraltro spalmati in 30 anni. In sostanza perdiamo quasi 3 milioni di euro” ha spiegato il consigliere che ha chiesto l’annullamento della delibera. “E’ inoltre gravissimo che in questi anni non ci siamo mai mossi per chiedere il recupero esecutivo dei 4 milioni di euro che non ci sono mai stati versati”.
Il caso è scoppiato in Commissione Bilancio e sebbene formalmente – ha confermato il Segretario Comunale De Martino – non ci sarebbero gli estremi per l’annullamento dell’atto, dal punto di vista politico la polemica è subito scoppiata.
La questione è sicuramente molto tecnica e burocratica, ma dagli evidenti risvolti pratici. Per dirla come l’ex sindaco Lorenzo Bodega: “Non abbiamo soldi per tagliare l’erba e tappare le buche, ma poi rinunciamo a quanto ci spetta? È grave la responsabilità del Sindaco e di tutta la maggioranza”.

Filippo Boscagli, Massimo Riva, Cinzia Bettega e Ivano Donato

A difendere la decisione della Giunta è stata l’assessore al bilancio Anna Mazzoleni, che ha provato a vedere il bicchiere mezzo pieno: “Il Ministero quantomeno riconosce che ha debiti verso i comuni e già questo è un aspetto positivo. Per quanto possa sembrare scandaloso, poteva anche andare peggio, poteva finire con una partita chiusa del tutto” ha sottolineato, specificando come “ è improprio parlare di “crediti” del Comune verso il Ministero, si tratta più che altro di una sommatoria di spese anticipate per conto del Ministero”.
Lecco, insieme ad Anci, chiederà comunque di poter ridurre il numero delle 30 rate.


Parole che non hanno convinto le opposizioni. Il consigliere Ivano Donato non ha usato mezzi termini: “La Giunta, approvando la delibera, ha abbassato le braghe e ha detto al Ministero “fate di noi quello che volete!”. Al di là dei formalismi, rimane il fatto che abbiamo speso un sacco di soldi che sono stati tolti ai cittadini lecchesi. Non riesco proprio a capire come questa Amministrazione possa accettare passivamente questa situazione”.
Per Alberto Anghileri (Con la Sinistra Cambia Lecco) si è trattato di un vero e proprio “furto”: “Mi sarei aspettato che quantomeno dicessimo che questa cosa non ci sta bene. E non possono non sottolineare che a Lecco l’Amministrazione è della stessa parte politica del Governo”.
“E’ svilente che il Consiglio Comunale venga trattato in questo modo, non siamo nemmeno stati informati. Se il consigliere Massimo Riva non avesse notato la delibera questa incredibile situazione sarebbe passata completamente sotto traccia” ha concluso Filippo Boscagli. “La città di Lecco è stata sostanzialmente derubata dell'equivalente dell'intera riqualificazione di Villa Manzoni e col resto potevamo assumere 10 vigili urbani. Non so se sia più assurdo uno Stato che affama gli enti locali non pagando i debiti o il Comune di Lecco che ha serenamente aderito alla transazione perdendoli per sempre”.
P.V.
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