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Scritto Martedì 10 ottobre 2017 alle 22:44

Valgreghentino: contaminazione alimenta, non doping. La pallavolista Miriam Sylla 'scagionata'

Miriam Sylla
Il doping non c'entra: Miriam Sylla, pallavolista della Foppapedretti Bergamo e della nazionale italiana, nata a Palermo ma cresciuta con la famiglia a Valgreghentino, dove ancora risiedono i genitori, è stata scagionata dalle accuse mosse nei suoi confronti all'esito di un test a sorpresa a cui è stata sottoposta in occasione della finale del World Grand Prix tra Italia e Brasile disputata lo 6 agosto scorso, a Nanchino. Come per la serba Ana Antonijevic è quindi passata la teoria della intossicazione alimentare accusata in Cina, durante la competizione internazionale. In quell'occasione la schiacciatrice azzurra era risultata positiva al clenbuterolo, broncodilatatore comunemente utilizzato per fronteggiare l'asma ma inserito tra le sostanze proibite avendo anche proprietà stimolanti sullo sviluppo della massa muscolare. Tale sostanza, in Paesi con scarsi controlli sulla genuinità dei prodotti serviti in tavola, viene anche somministrata dagli animali per "gonfiarne" il petto prima della macellazione, finendo poi per essere assunta da chi si ciba di tale carne. Già nelle ore immediatamente successive agli accertamenti, il presidente della Fipav, la Federazione italiana, aveva sostenuto la tesi della contaminazione alimentare, poi effettivamente spostata dalle autorità che hanno così sollevato Sylla da ogni accusa, concedendo il nulla osta per il suo ritorno sui campi. Resta il rammarico per l'Europeo saltato che nessuno potrà restituire alla giocatrice e alla nazionale.
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