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Scritto Martedì 17 ottobre 2017 alle 15:40

''C'esco e i musicanti di Brahma'': il nuovo video girato tra Civate e Valmadrera

Il 19 maggio scorso era uscito il loro primo album, un concentrato di 9 brani “d'impatto” intitolato "Mutazione - Profondità in superficie", di poco anticipato dall’uscita del video-singolo "Macchia di rosa". Ieri, un nuovo traguardo ha portato i riflettori ad accendersi su “C’esco e i Musicanti di Brahma”, la band tutta lecchese che canta e suona le emozioni e le ideologie del suo cantautore, Francesco Bertoletti (C'esco): trattasi dell'uscita del secondo video, “Mutazione”, quello del “title track” per intenderci, completamente girato in Provincia di Lecco tra Civate e Valmadrera.


La band "C’esco e i musicanti di Brahma"

“Il video è stato realizzato a Civate nelle località Pozzo e Valle Dell'oro e a Valmadrera alle vasche” ha raccontato lo stesso Bertoletti. “Il pezzo parla di consapevolezza, dell'importanza dei sogni e della condizione dell'uomo moderno. E' un brano molto importante, che ha stimolato in me la voglia di rifare tutto da capo realizzando questo progetto”.
Il progetto di cui parla il cantante, nello specifico, è in realtà  il sogno che lo ha accompagnato sin da bambino, concretizzandosi poi da ragazzo: “La passione per la musica c'è da sempre, ma così forte da sentire il bisogno di creare qualcosa si è manifestata intorno ai 19 anni, quando ho scritto il primo testo, musicato “malamente” al pianoforte. Ora percepisco la necessità di comunicare, di affermare ciò che a mio parere bisogna dire. Sono stufo di ascoltare "artisti" vuoti, monotematici, che parlano solo d'amore bello o amore finito. Credo fermamente che la musica possa cambiare il mondo e io vorrei provare a fare la mia piccola parte”.


Musica come strumento, insomma, musica come denuncia e musica come “missione”: l’unione tra C’esco e la sua band è avvenuta nel tempo viaggiando su binari differenti, un po' per caso, un po' per destino. Al centro, la passione comune: “Alberto, il violinista, è un amico di vecchia data. Massi (il chitarrista) e Teo (il batterista) li ho conosciuti nel periodo dei primissimi live, anni fa. Dello (il chitarrista acustico) l'ho incontrato 3 anni fa al circolo Arci Bellavista di Civate (di cui C'esco, tra l'altro, è membro del direttivo). Infine Lele (polistrumentista) e Checo (Bassista) li ho conosciuti grazie a Michele, il percussionista. Una sera siamo andati alla "casa del becco", che è la casa di Lele, dove spesso lui e Checo organizzano serate interessanti: quella sera era la volta della Musicoterapia. Mi hanno letteralmente incantato”.
Da lì la decisione di provarci, forse all'inizio un po' per gioco, la scelta di “mettere assieme un concertino per 20-30 persone curiose”, racconta ancora C'esco: “fu un successone, ricordo gli occhi delle persone, ricordo la curiosità, l'attenzione. Ricordo la magia che si era creata tra noi mentre suonavamo insieme le mie canzoni. Quella sera fu l'inizio di questo fantastico periodo”.
Da allora, il gruppo di amici non si è più separato. Una fusione, la loro, che ha dato vita a una musica energica e d’impatto, di stampo cantautorale; un sound molto ricco, dove trovano spazio sia strumenti acustici ed elettrici tipici del rock o del folk classico, come chitarre, violino e batteria, sia strumenti etnici quali il didgeridoo, il bouzouki o il banj.
G.A.
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