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Scritto Sabato 21 ottobre 2017 alle 09:29

Servizi sociali: intervista al sindaco Ferrari. Meglio Retesalute della Srl a capitale misto

Roberto Ferrari
L'assessore alle politiche sociali del Comune di Lecco, Riccardo Mariani, lo ha definito un ''partenariato tra pubblico e privato istituzionalizzato''. Eppure l'ipotesi della società mista sotto forma di impresa sociale di natura non commerciale, quale nuovo strumento di gestione dei servizi sociali nell'ambito di Lecco, sembra non convincere tutti. L'attuale sistema della co-progettazione, che vede il ruolo dominante del Consorzio Consolida, non è più in linea con la riforma regionale e pertanto i sindaci degli ambiti di Lecco e Bellano stanno discutendo su come modificarlo.
Sono molte a questo proposito le perplessità espresse dai Comuni coinvolti, che se da un lato potranno rimanere titolari dei propri servizi senza esternalizzarli, mantenendo così il ''controllo'' a livello di programmazione, dall'altro non potranno più detenere nella società mista, la maggioranza delle quote, nelle mani invece del privato.
Un modello - presentato nelle scorse settimane ai trentadue Comuni che fanno parte dell'ambito lecchese - che ha quindi generato profondo dibattito anche in seno alla conferenza permanente dei sindaci del circondario oggionese, che su questo argomento si è già confrontata a più riprese, ospitando anche lo staff di Retesalute, l'azienda speciale di proprietà dei Comuni soci che si occupa della gestione dei servizi sociali nell'ambito di Merate. L'ipotesi che stanno valutando con attenzione alcuni amministratori, è infatti quella di aderire alla modalità di gestione adottata da ormai un decennio dai colleghi del meratese-casatese, e che ha di recente catturato anche l'interesse di Besana e di altri centri della confinante provincia di Monza e Brianza.
Tra i meno convinti sulla proposta della società mista, c'è Roberto Ferrari, sindaco del Comune di Oggiono. Il borgomastro, spesso voce fuori dal coro quando si parla di tematiche sovracomunali (si ricorderà la sua presa di posizione per quel che riguarda la gestione del servizio idrico integrato ndr) non ha nascosto infatti i propri (fortissimi) dubbi sull'ipotesi della società mista.

Sindaco Ferrari, perchè questa proposta non la convince?

"La modalità della co-progettazione non è più conforme alle normative che impongono una netta separazione tra l'erogatore dei servizi e il soggetto che invece si occupa della programmazione degli stessi. Per conservare la tipologia di gestione attuale, in questi mesi sono state valutate diverse proposte: all'inizio la Fondazione, poi una società mista a prevalenza pubblica che non sarebbe stata esente però, dal pagamento dell'Iva. Dopo un lungo studio pagato peraltro profumatamente, si è arrivati all'ipotesi attuale: quella di una società mista a capitale prevalentemente privato, in cui il pubblico perde il controllo sull'erogatore. E questo a mio avviso rappresenta un rischio.
Abbiamo da subito rilevato alcuni dubbi sull'utilizzo di questo strumento, sotto il profilo giuridico. Senza voler muovere critiche nei confronti dell'operatore attuale (Consolida ndr) poi, sarà necessario mettere tutti nelle condizioni di partecipare, attraverso un'apposita gara per l'individuazione del partner, in maniera tale che ci si possa confrontare in un regima di concorrenza"
.

Si è puntato più sul modello attuale nell'ambito distrettuale lecchese che su una scelta di un modello alternativo.

"Sì. A mio parere non ci si è posti la domanda su quale potesse essere lo strumento migliore per garantire il servizio, ma si è lavorato all'individuazione di uno strumento giuridico che potesse garantire la modalità attuale. La conservazione del percorso sin qui intrapreso potrebbe anche andare bene, ma non è detto che rappresenti la soluzione migliore. In consiglio comunale abbiamo recentemente approvato il piano di razionalizzazione delle società partecipate e ora ci viene chiesto di costituirne una nuova, peraltro con un partner privato con la maggioranza delle quote. Perchè invece, non sperimentare la modalità di Retesalute, che in questi anni nell'ambito di Merate ha saputo dare buoni risultati? Perchè non fare sintesi e confluire in un'azienda speciale dai bilanci solidi, che ha dimostrato di saper bene operare? E' necessario a mio avviso valutare non soltanto l'aspetto economico, ma anche l'efficienza e l'efficacia del servizio da erogare e mi sembra che tutti i Comuni aderenti a Retesalute siano soddisfatti, al di là del colore politico.
Ho molti dubbi invece, sull'iter che è stato portato avanti sino ad ora nell'ambito di cui facciamo parte, quello cioè di Lecco, e non ho intenzione di mettere il consiglio comunale di Oggiono nelle condizioni di votare una società della quale non avremmo il pieno controllo. Non escludo nemmeno che la Corte dei Conti possa muovere dei rilievi rispetto a questo modello di gestione".


Il vostro interesse verso Retesalute è concreto quindi...
"Ci sarebbero meno rischi di certo. Stiamo quindi valutando quale possa essere l'erogatore dalle caratteristiche migliori, che sia rispondente a quanto prevede la legge. Oggiono fa parte dell'ambito di Lecco e questo non potrà cambiare, ma non lo vedo neppure un grosso limite. La programmazione viene svolta in sede di ambito, ma poi ciascun comune è libero di scegliere il proprio erogatore; per assurdo potremmo anche decidere di gestire in proprio il servizio. Quello che è certo è che le risorse economiche che spettano a Oggiono continueranno ad essere garantite. Non dimentichiamo infine che Retesalute era nata per essere un erogatore di servizi a livello provinciale, anche se poi le cose sono andate diversamente".
Gloria Crippa
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