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Scritto Sabato 21 ottobre 2017 alle 16:40

Galbiate: le esperienze di Davide, Stefano e Nadia, viaggiatori 'in giro per l'Europa'

Se il giro del mondo richiede tradizionalmente 80 giorni, per esplorare due "stelle" dell'Unione Europea al pubblico del Parco Ludico di Galbiate sono bastate poche ore: a guidare il "viaggio immaginario" dei presenti sono state le testimonianze di tre giovani galbiatesi - Davide, Stefano e Nadia - che, all'interno di due progetti promossi dal programma europeo Erasmus Plus in partenariato con enti locali, hanno potuto scoprire le bellezze nascoste di Ungheria e Repubblica Ceca.

Nadia e Stefano

La prima testimonianza è stata quella di Stefano Panzeri (22 anni) e Davide Torchia (20 anni), che insieme all'attore e cantante Moreno Agnella (44 anni) hanno preso parte ad una settimana di training formativo in Repubblica Ceca, organizzato dalla collaborazione sinergica tra le Cooperative Sociali "Liberi Sogni Onlus" e la "Specchio Magico". Inserita nel progetto "Safety first" incentrato sul tema della sicurezza, la loro odissea europea è iniziata all'alba del 30 novembre quando, dopo il viaggio in aereo da Milano a Praga, hanno raggiunto in treno la città di Velké Meziříčí: lì pronta ad accoglierli, una babele di 24 giovani provenienti da otto diversi Paesi (Italia, Croazia, Slovacchia, Spagna, Polonia, Lituania, Danimarca oltre ai padroni di casa) catapultati in una realtà completamente nuova, tanto spaventosa quanto elettrizzante.

Al centro Adriana Carbonaro, membro della Cooperativa “Liberi Sogni”

Dopo un primo giorno dedicato a stabilire le necessarie norme di convivenza (tra cui la fantasiosa regola del "bora bora" che incoraggiava i ragazzi ad esprimersi in inglese), è stato il momento delle prime attività di gioco volte alla conoscenza all'interno del gruppo e alla condivisione di esperienze, rivelatesi fondamentali poi nelle successive lezioni di primo soccorso, durante le quali - come ha raccontato Stefano - hanno "imparato a partecipare attivamente, ognuno impegnandosi a collaborare con gli altri e non limitandosi ad ascoltare come semplice platea". Guidato dal capo dei Vigili del Fuoco di una delle regioni danesi, il corso di primo soccorso ha spaziato dalla rianimazione cardiopolmonare fino alla cura delle contusioni, alla presentazione delle tecniche di messa in sicurezza di un ferito e alla prevenzione di soffocamenti.

La leader group del viaggio in Ungheria, Lucia Castelli di "Liberi Sogni"

"Arrivare là senza conoscere nessun altro non è stato un problema perché tutti si sono dimostrati positivi e disponibili fin dal primo giorno" ha raccontato Davide, presente virtualmente alla serata "via Skype" per motivi personali. "Le serate trascorse insieme hanno consolidato il gruppo, portandoci non solo a conoscerci gli uni con gli altri ma anche ad affezionarci. Nonostante le nostre diverse culture ci siamo scoperti molto simili sia nei modi di fare che di pensare, siamo riusciti a guardare oltre l'apparenza, superando i pregiudizi e scoprendo la storia di ognuno" ha infine concordato con Stefano, ammettendo di aver percepito una forte identità europea, il cui unico ostacolo spesso è rappresentato dalla rigida e fredda burocrazia.

Non sono mancate nemmeno le visite ai monumenti del posto e soprattutto alla caserma dei pompieri e del pronto soccorso, dove i ragazzi hanno potuto osservare gli strumenti dei vvf in azione, apprendere nuove e utili competenze ed accumulare innumerevoli aneddoti da condividere durante la presentazione finale del progetto, dedicata alla cittadinanza: di fronte alla platea ceca e a due scuole locali, i giovani "globe-trotter" hanno infatti mostrato le peculiarità folkloristiche del proprio paese, dalle serpeggianti danze spagnole fino all'immancabile firma tricolore delle note di "Bella Ciao", concludendo la performance artistica con un canto finale simbolico, inizialmente intonato in lingue diverse per poi unirsi in un'unica grande voce in inglese.
Contemporaneamente, a quasi 500 km di distanza, stava iniziando invece il viaggio della diciasettenne galbiatese Nadia Morbi che, insieme ad Anna Radaelli (21 anni), Elena Rota (18 anni), Giada Bruno (24 anni), Giorgia Bertin (25 anni) e all'educatrice Lucia Castelli, si stava imbarcando per uno scambio giovanile di dieci giorni in Ungheria.

Le ragazze in Ungheria

Promosso e cofinanziato dal progetto "Workstation di Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino", il progetto dal titolo "Natural Tolerance" ha trasportato le giovani partecipanti a Boldogkőváralja, una minuscola cittadina collinare dove esse hanno potuto confrontarsi con coetanei di ogni nazionalità riguardo ai temi della tolleranza, dell'accettazione e dell'inclusione.
"Ciò che mi ha spinta a partire è stata la curiosità. Avevo voglia di fare nuove esperienze, vedere altri paesi e conoscere culture diverse" ha spiegato Nadia, mostrando al pubblico galbiatese le fotografie del suo viaggio. "Come sempre faccio per indole, sono partita molto timida ma appena arrivata mi sono sentita catapultata in una nuova dimensione: abbiamo subito creato dei ruoli originali per le nostre attività, come quello dell'"Happiness Officer" che doveva preparare giochi per tutti o il "Time Keeper" che aveva il compito di verificare che tutto fosse in orario, mentre "Giornalisti" e "Fotografi" si occupavano della telecronaca delle giornate" ha proseguito, ricordando con nostalgia sia i momenti di svago e divertimento sia le profonde riflessioni che, inserite in un contesto ludico, hanno toccato temi delicati come la lotta tra tecnologia e valori, il tema dell'immigrazione e dei cosiddetti "gipsy", la tolleranza etnica e quella sessuale.

Il gruppo dell'esperienza in Repubblica Ceca

Un'iniziativa di crescita personale e psicologica prima di tutto che, insieme a quella di taglio più pratico che ha coinvolto Stefano e Davide, ha ancora una volta manifestato l'importanza di superare i propri confini - fisici o mentali che siano -  facendosi orgogliosamente portavoce della decisone controcorrente di edificare "ponti" in una realtà attuale in cui la paura del diverso porta troppo spesso alla costruzione di "muri".
F.A.
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