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Scritto Domenica 22 ottobre 2017 alle 12:04

Valmadrera: in 50 alla marcia alpina di regolarità dell'O.S.A.

Nebbia, pioggia leggera e tanta umidità: le condizioni meteo non erano certo delle migliori, ma i partecipanti alla Gara sociale di marcia alpina di regolarità indetta per questa mattina non si sono fatti scoraggiare dalle prime avvisaglie autunnali.
Tra le cinquanta e le sessanta persone, infatti, si sono date appuntamento questa mattina dalle 8.00 al Palazzetto dello Sport di Valmadrera in via Leopardi per prendere parte all'annuale corsa organizzata dall'O.S.A., Organizzazione Sportiva Alpinisti di Valmadrera.


La marcia di regolarità è in realtà uno sport di nicchia, poco conosciuto, in quanto non fa parte delle discipline riconosciute dal CONI, è una specialità tipicamente italiana e non è inserita negli elenchi del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) in quanto praticata in meno di tre nazioni. Per questo, dalla nascita della disciplina, nel secondo dopoguerra, i convinti sostenitori di questo sport si sono battuti per darle il giusto riconoscimento, nonostante gli scarsi risultati ottenuti finora.

Entrando nel vivo della disciplina, le marce si svolgono generalmente in località montane o pedemontane e i percorsi si snodano su sentieri segnati; questi ultimi sono suddivisi in “settori” e al termine di ognuno di questi viene rilevato dai membri dello staff il tempo impiegato dall'atleta per percorrere la tratta. Ala fine del percorso gli organizzatori confrontano il tempo teorico, ovvero quello misurato in base alla lunghezza passo, e quello effettivamente impiegato dall'atleta: chi fa meno punti, ovvero chi si discosta meno dal tempo teorico e quindi subisce meno penalità, vince la gara.


Nello specifico della gara odierna il percorso si è snodato dal palazzetto di via Leopardi fino a S. Tomaso (in mezza costa); 13 km per l'individuale, 16 km per le coppie e 18 per le pattuglie (3 persone) sono state le possibili alternative per ogni partecipante, munito esclusivamente di pettorale, pedule e orologio. L'aspetto più interessante è sicuramente la mancanza di artificiosità della disciplina: sono assolutamente vietati i contapassi e qualsiasi strumento elettronico o meccanico. È uno sport in cui non ci sono filtri tra la mente, la concentrazione dell'atleta e la sua capacità e preparazione fisica.

“Queste marce alpine hanno lo scopo di stimolare nei partecipanti non la forza bruta, ma lo spirito di osservazione, l'abitudine al controllo dei tempi impiegati durante la gara e la distribuzione delle proprie possibilità fisiche, in relazione alle difficoltà del percorso”: così ha spiegato Luigi Riva, storico presidente della Federazione Italiana Escursionisti, sottolineando le peculiarità di questa disciplina. Nel pomeriggio si svolgeranno le premiazioni e la tradizionale “marronata”, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Anna Airoldi
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