Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 34.813.586
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Venerdì 10 novembre 2017 alle 13:27

Nuova 'Lecco-Bergamo', 11 lavoratori in cassa integrazione. Cantatore (Cgil): stiamo rinunciando a introiti per il territorio

Il capogruppo della Lega Nord in consiglio provinciale lo va ribadendo ad ogni occasioni: il cantiere della nuova Lecco-Bergamo – che, con molta più obiettività, dovrebbe essere chiamato il cantiere del tunnel Chiuso-Calolzio perché, concretamente, si sta parlando solo di un piccolissimo segmento dell’ipotizzato collegamento dal Lario alle vecchie mura venete – è fermo dal 25 gennaio 2017. Aperta, invece, la vertenza legale tra la Provincia di Lecco e la Salc, con la società fondata dal compianto ingegner Claudio Salini, la 18esima tra le prime 50 imprese italiane di costruzioni, pronta a pretendere da Villa Locatelli la risoluzione del contratto con contestuale richiesta danni.

Il campo base di Calolzio visto dalla strada

Se lo scempio, a due passi – non in termini metaforici – dalla chiesetta del Beato Serafino è sotto gli occhi di tutti gli automobilisti che, alla mattina in un senso e alla sera in quello opposto, si trovano a incolonnarsi su una strada “di paese” crocevia tra due province, forse in pochi si sono accorti dell’esistenza, al Lavello, di un campo base ormai improntato, pensato per ospitare i cento dipendenti di un’impresa subappaltatrice che avrebbero dovuto occuparsi dello scavo.
Giuseppe Cantatore
“Erano attesi per maggio” racconta oggi Giuseppe Cantatore, segretario generale della Fillea CGIL, inquadrando il “problema Lecco-Bergamo” da una prospettiva diversa: quella occupazionale. “Abbiamo 11 lavoratori (di cui 6 impiegati) assunti su questo cantiere per prestare assistenza nella fase di sbancamento in cassa integrazione, utilizzata fortunatamente solo per qualche settimana perché la Salc Ics li sta collocando, di tanto in tanto, su un altro cantiere di Milano. Avevamo chiesto, a suo tempo, un incontro in Prefettura: al primo appuntamento non è potuta presentarsi l’azienda, il secondo non è stato più convocato. Ci troviamo in una situazione delicata con un cantiere in città, al momento messo in sicurezza ma che, chiaramente, non potrà rimanere in quelle condizioni a lungo. Abbiamo un campo base inutilizzato e un “indotto” completamente paralizzato. Il contenzioso per quanto possa essere legittimo sta portando a perdere quella che, per noi, era una grande occasione. E non parlo solo per il settore edile ma anche per tutte quelle imprese che avrebbero dovuto far da supporto: movimento terra, fornitura ferro, impiantistica… E non solo: penso ai contratti che si sarebbero potuti stipulare con i ristoratori del territorio per servire colazioni, pranzi e cene a cento lavoratori impegnati in contemporanea sui quattro fronti di avanzamento della galleria. Capisco benissimo i disagi patiti dai cittadini che si ritrovano in coda e dei cittadini di Chiuso che devono convivere – non si sa per quanto tempo – con un cantiere fermo a ridosso delle loro abitazioni ma invito a considerare anche le opportunità lavorative e gli “introiti” che il territorio sta perdendo. Sembra di essere all’estremo sud e siamo invece tra il triangolo delle province più industrializzate d’Italia. Paghiamo le tasse e paghiamo l’Irpef ma non abbiamo le stesse risorse di altre realtà. Il mio non vuole essere un discorso politico ma stiamo assistendo a una vera perdita di credibilità per questa provincia”. Cos’altro aggiungere?
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco