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Scritto Sabato 11 novembre 2017 alle 08:11

Lecco: consegnato il Premio Manzoni alla Carriera 2017 a Valerio Massimo Manfredi

"Le storie sono una benedizione di Dio: abbiamo bisogno di loro come della verità, per capire da dove arriviamo e dove stiamo andando. Lo scopo della letteratura, del resto, è quello di offrire vite alternative e parallele, possibili e impossibili, amori eccezionali e avventure iperboliche, ricche di quella passione che ci consente di cavalcare bucefalo e di superare i limiti della nostra esistenza".

Vittorio Colombo, Valerio Massimo Manfredi, Ermanno Paccagnini

Ha concluso così il suo intervento, con queste parole cariche di pathos e intensità, l'archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi, che nella serata di ieri, venerdì 10 novembre, è stato insignito presso l'Auditorium della Casa dell'Economia del Premio Manzoni alla Carriera 2017, giunto alla decima edizione e organizzato dall'Associazione 50%Più Confcommercio Lecco. Classe 1942, Manfredi ha pubblicato centinaia di articoli e saggi, nonché famose opere di narrativa - soprattutto romanzi storici, "perché soltanto Dio potrebbe scrivere un romanzo non storico" - tradotte in tutto il mondo e divenute grandi best sellers, "coniugando con sapienza il rigore dello storico e il talento del narratore, per guidare il lettore nel mondo antico tra realtà e immaginazione".

Nell'albo d'oro del Premio Manzoni, istituito nel 2008, va ad affiancarsi a nomi che hanno fatto (e continuano a fare) la storia della letteratura italiana e internazionale, ovvero Umberto Eco, Ermanno Olmi, Luca Ronconi, Mario Botta, Emanuele Severino, Paolo Conte, Giulia Maria Crespi, Luis Sepulveda e Dacia Maraini, vincitrice dell'ultima edizione.
Sono stati Ermanno Paccagnini, presidente della Giuria Tecnica, e Vittorio Colombo, coordinatore del Premio Manzoni, a intessere un profondo dialogo con Manfredi, ripercorrendo dalla A alla Z una carriera e una vita straordinarie, dagli esordi con il personaggio di Alessandro, sviluppato in una trilogia, all'incontro con Fidel Castro, "un uomo tanto pieno di contraddizioni quanto carismatico e affascinante, in grado di lasciare una traccia indelebile su un'intera epoca". E ancora, il senso di tradimento e di impotenza che permea le "Idi di Marzo" nella "corsa contro il tempo" del centurione modenese impegnato in un tragico tentativo di salvare Cesare, così come la tristezza insita ne "L'ultima legione", da cui è stato tratto l'omonimo kolossal con Colin Firth: la storia di un tramonto, della disperazione per il crollo di un mondo, quello romano, che dopo cinque secoli di gloria e di "luce" sembrava l'unico possibile, tragicamente "bilanciata" dall'indifferenza di tutti coloro che invece fingevano che non stesse avvenendo nulla di disastroso.

Valerio Massimo Manfredi

Miriam Eredi Baldazzi premiata da Claudio Vaghi ed Eugenio Milani

"Chissà se anche noi, o i nostri nipoti, vedremo mai il tramonto del nostro "impero", della democrazia, della libertà di viaggiare, di dire di no, di criticare i potenti, di studiare, di scoprire" si è chiesto l'ospite di serata. "Di fronte ai Romani, ai nostri antenati, spesso sentiamo una sorta di complesso di inferiorità, quando in realtà essi sono esattamente identici a noi, tanto che il loro splendore, le loro leggi, le vie di comunicazione, le tecniche costruttive sono sopravvissute intatte fino a noi, nonostante la disfatta di Teutoborgo. Il dialogo con il nostro passato è necessario e possibile, ne abbiamo assolutamente bisogno per sapere dove stiamo andando".
Tra i ricordi d'infanzia, come quelli di un nonno "che era un narratore popolare, alle prese con tutt'altro tipo di Storia", il suo legame con la terra, quasi un "presagio" del suo futuro di archeologo, e l'aggancio a un passato più recente, ovvero alla tesi di laurea del figlio Fabio, principale fonte del suo "Otel Bruni", Manfredi ha poi rivolto un "invito" agli uomini politici. "Per non perdere tutto quello che è stato costruito si deve lavorare insieme, al di là di "colori" e schieramenti" ha proseguito lo scrittore, originario di Castelfranco Emilia. "Perché dobbiamo sempre litigare e scannarci? Ormai, in un mondo complesso come il nostro, è anche inutile cercare delle autonomie: ciascuna regione della nostra Penisola è meravigliosa, ma volete mettere l'Italia?".

Sul finale, poi, si è giunti alla lettera U, quella di Università, come quella di Bologna, dove Manfredi ha conseguito la laurea in Lettere Classiche, oppure della Cattolica di Milano, o della Sorbona di Parigi, o della Bocconi. E qui, ecco una "frecciata" al genere televisivo di divulgazione, nel quale lo stesso autore si è più volte cimentato, "ma sempre con grande rigore, con scientificità e allo stesso tempo creatività, perché l'obiettivo - come nella scrittura - deve essere quello di comunicare emozioni, non informazioni": una lotta incessante, insomma, "contro la spasmodica volontà di apparire, di essere visibili, anche a costo di deformare la dignità del nostro popolo".

Nel corso della serata, 50&Più ha assegnato anche un Premio alla memoria di Gianfranco Baldazzi, giornalista e scrittore, ma soprattutto paroliere (al servizio, tra gli altri, di artisti come Mina, Gianni Morandi, Ornella Vanoni e Lucio Dalla), in grado di concentrare le qualità di un costante impegno dalla parte della cultura con una forte sensibilità per la storia sociale del costume italiano e dei sentimenti del nostro Paese, nonché con un grande piglio narrativo. Qualità confermate anche dal romanzo pubblicato postumo "Il silenzio della cattedrale", nel quale Baldazzi ha annodato con pazienza i fili appassionati di un racconto-apologo con l'impronta del thriller storico sulle maschere e gli eterni camuffamenti del potere. Il riconoscimento è stato consegnato nelle mani della moglie Miriam da parte di Claudio Vaghi, presidente onorario di 50&Più Confcommercio Lecco, e di Eugenio Milani, attuale numero uno dell'Associazione.

L’assessore alla cultura Simona Piazza, il presidente di ACEL Service Giovanni Priore, Valerio Massimo Manfredi

A premiare Valerio Massimo Manfredi, invece, è stato l'Avvocato Giovanni Priore, presidente di ACEL Service, unitamente all'assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza e a tutti i membri della Giuria Tecnica, composta da Ermanno Paccagnini, Alberto Cadioli, Gian Luigi Daccò, Gianmarco Gaspari, Luigi Mascheroni, Stefano Motta, Mauro Novelli e Giovanna Rosa. A concludere una serata attesissima in città, di ampio respiro culturale e ricca di stimoli ed emozioni, sono stati gli applausi scroscianti di tutti i presenti.
Benedetta Panzeri
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