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Scritto Domenica 12 novembre 2017 alle 16:25

Centro sportivo di Sala al Barro: 'il nostro era un grido d'allarme, il resto è polemica'

Il Sindaco di Galbiate Benedetto Negri e il Presidente del Gs Sala al Barro Alessandro Negri, a distanza di una settimana replicano all’avvocato Francesco Marco Bianchi che, a sua volta, era intervenuto proponendo a nome dei propri assistiti, una serie di considerazioni a seguito dalla conferenza stampa indetta congiuntamente dall’amministrazione comunale e dal sodalizio calcistico per “denunciare” la riacutizzazione del conflitto che contrappone l’Ente pubblico e la società alla famiglia Recalcati in relazione all’utilizzo del centro sportivo, sconfinato addirittura in una denuncia penale, in attesa della sentenza d’appello del processo civile.
Pubblichiamo integralmente l’intervento, lasciando lo spazio a disposizione per eventuali ulteriori contributi.


Benedetto e Alessandro Negri
Abbiamo letto con sconcerto e rammarico la dichiarazione resa dall’Avv. Francesco Marco Bianchi, per i Signori Recalcati, circa la vicenda che – nostro malgrado – ci attanaglia da tempo.
Lasciando alle aule del Tribunale gli interventi degli Avvocati e – soprattutto – la decisione circa la corretta applicazione delle leggi, non possiamo sottrarci – per amore di Verità (e per amor proprio) – ad alcune riflessioni di dovuta replica.
Il GS Sala ed il Comune di Galbiate, ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità, da anni cercano un’intesa con i Signori Recalcati, volendo evitare lo scontro; in accordo con lo spirito sportivo il GS ed in equa contemperanza di tutti gli interessi dei cittadini l’Amministrazione.
Prova ne sia il susseguirsi di udienze in cui si, è più volte, proposto e, tante volte, assecondato - con importanti limitazioni a quanto si faceva da tempo (come attività sportive e culturali/ricreative) - pur di arrivare ad un’intesa.
Si sono ridotte le giornate di festa (di oltre un terzo, lasciando la sola Festa dello Sport e con nette indicazioni sulla musica) e ci si è detti anche pronti a contenere le attività sportive: ma tanti passi sono stati richiesti ed altrettanti rifiuti sono stati opposti.
E’ così arrivata una sentenza, che – peraltro – su alcuni passaggi ha male inteso alcune richieste imprescindibili di GS Sala e Comune, volte a tutelare manifestazioni primarie, come il Campo estivo per bambini organizzato con la società sportiva Atalanta.
SI è dovuto fare appello su questo ed altri passaggi che – ove restassero – decreterebbero l’asfissia di un esempio imperdibile di dedizione sociale, amore per lo Sport ed opportunità per i ragazzi.
E i danni sono stati chiesti espressamente, in primo grado: non avendo ricevuto “soddisfazione”, i signori Recalcati hanno appositamente promosso un loro appello.
Le aule - e gli avvocati, a ciò deputati - ci daranno le decisioni dei Giudici.
La nostra conferenza stampa, invece, era – e resta – un grido di allarme.
Se la norma attuale pone in condizioni un Centro attivo da oltre vent’anni di essere sottoposto a limitazioni di attività tali da (s)finirlo, allora serve una riflessione di chi si occupa per mandato popolare o sportivo di simili questioni, perché si faccia un riflessione ampia: che non leda i singoli, ma che non distrugga l’impegno e l’opportunità sportiva e sociale, nel nome di una norma, astratta e quantomai (oggi) lontana dalla realtà.
Ben vengano quindi i dibattiti, politici, amministrativi, sportivi: il GS Sala (e il Comune che non gli abbandona il fianco) sanno affrontare le sfide e questa è forse la più importante.
Il resto non è nemmeno dialettica, è polemica, a tratti così angustiata da essere diffamante.
Segno evidente che si cova un astio per chi è inteso avversario; si vuole la fine dell’altro più che tutela per sé: un “rovescio” del diritto.
Astio immotivato che ha trovato nella denuncia penale la sua sublimazione.
Sin dall’origine della causa, il GS Sala ha sempre ricordato che per quest’anno il Campo estivo dell’Atalanta era già stato fissato e che non era possibile spostarne le date o gli orari.
La circostanza era nota e condivisa, da Tutti.
Per un evidente errore la sentenza (nel suddividere ore e giorni) non l’ha considerato.
Ci si è trovati così al primo giorno di efficacia del provvedimento, con un campo di calcio da aprire alle 14.30 e oltre CENTO bambini convocati alle 08.30. Che fare ?
Semplice: chiedere una correzione e subito scrivere ai signori Recalcati spiegandosi e chiedendo – un mese prima - due mattine (lavorative) di pazienza… avrebbero sentito dei bambini giocare
La mattina del 21 giugno oltre cento bambini alle 08.30 erano fuori dai cancelli del Centro per giocare a pallone; i vicini erano stati avvisati; i cancelli sono stati aperti, per non lasciare 100 minori per strada – questo sì un reato.
Il giorno dopo è stata fatta una denuncia penale dai Signori Recalcati.
Alla notizia di tutto questo, il grido di “allarme”.
Davvero serve una riflessione:
dei Giudici, ma ancor di più di noi tutti, di chi ci rappresenta e di chi – vicino, sordo solo al buon senso – è chiamato ad una partita importante, per il futuro dei nostri ragazzi.
E non è un gioco.

Il Presidente del GS Sala
Il Sindaco di Galbiate
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