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Scritto Domenica 12 novembre 2017 alle 18:18

Calolzio: i cittadini ‘coprono’ la svastica sul negozio africano con un mandala colorato

Una risposta popolare, un gesto semplice ma eloquente contro l'intolleranza e l'odio, non tanto per cancellare o negare la realtà, quanto per cercare di cambiarla in meglio, tutti insieme.



Sono stati tanti i calolziesi, uomini, donne, bambini e anziani, che nel pomeriggio di oggi, domenica 12 novembre, si sono dati appuntamento all'incrocio tra Corso Dante e via Locatelli, proprio di fronte alle Poste, per dipingere un grande mandala colorato sulla vetrina del negozietto africano che poche settimane fa era stata imbrattata con una svastica, l'emblematico simbolo associato al nazismo. Un marchio che nelle intenzioni degli ignoti vandali voleva essere indelebile, oltre che, con buona probabilità, velatamente minaccioso nei confronti dei gestori dell'attività commerciale, tutti di origine straniera come la gran parte dei frequentatori.

Abdoullaye e Fatoumata Sylla con Beatrice, l’artista che ha realizzato il mandala

L'idea è stata lanciata da un gruppo di semplici cittadini, che attraverso il passaparola, anche tramite social, sono riusciti a coinvolgere decine e decine di persone, tutte pacificamente "armate" di pennello e colori.
"Dopo lo scalpore sollevato nei primi giorni da questo gesto (peraltro "replicato" sulla saracinesca della sede della Lega e probabilmente collegato anche agli atti vandalici che hanno danneggiato il monumento dell'Associazione Carabinieri), nessuno ha più detto niente, su questo fatto è calato il silenzio" ha affermato Matteo Rossi, uno dei promotori dell'iniziativa.

Boubou Dia e Abdoullaye Sylla
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

"Era però importante dare una risposta popolare, completamente apolitica, evitando farse, "teatrini" e strumentalizzazioni: noi non vogliamo cancellare quello che è stato, ma semplicemente cambiare in meglio la realtà, tanto che abbiamo deciso di dipingere il mandala direttamente sopra la svastica, senza rimuoverla. Ognuno è qui per un motivo diverso, ma con un unico obiettivo: dire un "no" forte e chiaro a qualsiasi forma di odio e di intolleranza, con la consapevolezza che, purtroppo, anche nel 2017 il nazismo non è così lontano da noi".


"Noi non abbiamo paura di niente" ha commentato Abdoullaye Sylla, papà della celebre pallavolista della Nazionale Italiana Miriam Sylla, nonché fratello di Fatoumata, la proprietaria del negozio africano, e volontario del Soccorso di Calolzio. "Siamo italiani e ci comportiamo come tali da anni: siamo anche convinti che l'Italia non è di coloro che compiono questi gesti ignobili, bensì di tutti gli uomini e le donne che desiderano l'integrazione, l'amicizia e la fratellanza".


Nonostante il maltempo, l'iniziativa si è quindi trasformata subito in una grande festa, complici anche le allegre note di chitarre e tamburi sulle quali i presenti hanno improvvisato canzoni come "Bella ciao". Tra i "musicisti" anche il consigliere calolziese Boubou Dia, di origini senegalesi.
B.P.
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