Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 34.654.649
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Lunedì 13 novembre 2017 alle 21:00

Aviaria: revocate le misure dopo il focolaio di Cisano

Questa mattina alle ore 10.30 il “dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale” dell’Ats di Bergamo ha revocato la propria ordinanza dell’11 ottobre con la quale istituiva un’area di quarantena, comprendente anche territori di alcuni comuni lecchesi, a seguito della morte di un pollo di un allevamento di Cisano Bergamasco a causa della cosiddetta influenza aviaria.
Il caso era stato scoperto un mese in un allevamento di svezzamento ed erano scattate immediatamente le misure di protezione e contenimento per evitare il diffondersi del virus.
Immediatamente era stata istituita una di protezione del raggio di 3 km dal focolaio, individuato per l'appunto a Cisano, nonché di una zona di sorveglianza tracciando con il compasso un cerchio di 10 chilometri. Nella prima zona, rientravano dunque, oltre Cisano stesso, Caprino, la frazione Odiago di Pontida per quanto attiene l'Ats di Bergamo nonché Brivio, Airuno, Calco, Calolzio, Olginate, Valgreghentino, Torre de' Busi e Monte Marenzo "sotto" l'Ats della Brianza, in terra lecchese. Tutte le aziende avicole commerciali ubicate nella zona erano state censite, con possibilità di accesso dei funzionari del dipartimento veterinario per prelievi a campione, se ritenuto necessario.
Nel raggio di 10 km da Cisano e dunque in un'ampia porzione di territorio che arriva a lambire Lecco, Pescate, Galbiate, Oggiono, Sirone, Sirtori, Cernusco e Osnago oltre ovviamente a tutti i comuni più vicini, erano scattate poi altre imposizioni come l'obbligo da parte degli allevatori di segnalare tempestivamente eventuali aumenti di mortalità o cali significativi del livello di produttività tra i loro animali, il divieto di caccia degli acquatici in appostamento fisso con uso di richiami vivi o di introduzione di selvaggina in natura nonché restrizioni nella movimentazione di pollame e simili salvo autorizzazione.
Ora il periodo di osservazione è terminato e anche l’allerta. Si legge nel documento inviato dall’ATS di Bergamo a tutti i Comuni coinvolti e ai proprietari degli allevamenti presenti nel territorio indicato: “E’ trascorso il termine temporale minimo di 21 giorni (zona di protezione) e di 30 giorni(zona di sorveglianza) dalla data di ultimazione delle operazioni di pulizia e disinfezione preliminari nell'allevamento sede di focolaio di influenza aviaria HPAI, sono stati espletati tutti e controlli previsti e la probabilità che compaiano nuovi focolai nei territori già sottoposti a restrizioni non è superiore a quella del restante territorio provinciale”.
Da qui la decisione di revocare i divieti, i vincoli e le limitazioni disposti con la precedente ordinanza,
Quello di Cisano non è l’unico focolaio di aviaria registrato nell’ultimo periodo in Lombardia. Casi simili si sono verificati anche a Grone (sempre in provincia di Bergamo), a Piateda in Valtellina e a Cernusco sul Naviglio.
Articoli correlati:
12.10.2017 - Influenza aviaria: focolaio a Cisano Bergamasco, istituita una zona di sorveglianza nel raggio di 10 km
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco