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Scritto Mercoledì 29 novembre 2017 alle 22:34

Pescarenico: otto donne narrano frammenti di storia propria e del rione nel volume 'Il Giglio. La locanda della memoria'

Il lavatoio perennemente occupato dalle lavandaie professioniste, Casa Lepratti con le sue botteghe distrutta sul finire del gennaio del 1945 dalle bombe degli Alleati, la Gara dei Batei che ancora si disputa nel mese di luglio, lo "Stanglino" di Corso Martiri, grande laboratorio di sartoria con la Ginetta a far da maestra. E ancora l'emozione di andare alle giostre in piazza XX Settembre e, in tempi più datati, la presenza in un'unica bottega di un Caffè-bottiglieria-birrereria nel quartiere, negli anni '20: sono ricordi assolutamente personali che diventano però frammenti di memoria collettiva quelli racchiusi nel volumetto "Il Giglio. La locanda della memoria" - edito dal Comune di Lecco, con il contributo, per la stampa, del Servizio Turismo e dell'Associazione Volontari Pensionati Lecchesi onlus - che, con assoluta semplicità, raccoglie a cura degli operatori dell'omonimo centro di aggregazione, i racconti della "Pescarenico una volta" filtrati dalla lente di otto donne del rione.

In prima fila 7 delle donne che si sono raccontate nel libro

Senza alcuna pretesa di tracciare una ricostruzione storica ma con l'intento di cristallizzare le parole delle "narratrici volontarie" che hanno fatto proprio il progetto, il testo è accompagnato da una serie di preziose fotografie, tirate fuori non solo dai cassetti fisici ma anche dai cassetti del cuore, come affermato dall'educatrice Katia Zucchi che, con Bianca Panizza e le giovani Fatima e Chiara, si è occupata "dell'escussione" delle signore e dalla stesura delle loro memorie, frutto di più e più aggiustamenti per affinare i pensieri e renderli il più possibile fedeli alla volontà espositiva di chi, poi, gli ha sottoscritti. Ecco dunque, tra le righe, scorci perduti di Lecco e dintorni affiancati da scatti di famiglia, con uomini e donna in posa per le grandi occasioni (emozionano gli scatti nuziali!) o immortalati in momenti di "banale" quotidianità d'altri tempi, alle prese con la carriola con i panni da stendere o a cavallo, solo per fare due esempi.

Un momento della presentazione con Beatrice Civillini nei panni della lettrice

"Il Giglio. La locanda della memoria è l'esito di un percorso di lavoro che ci ha accompagnato dall'apertura e che ci auguriamo non finisca qui" ha asserito Beatrice Civillini, responsabile del centro, spiegando come lo stesso sia nato con l'intento di creare legami tra le persone e legami comunitari nonché per valorizzare lo scambio generazione, obiettivi centrati anche attraverso il libro. "Speriamo possa essere letto, approfondito e possa così diventare occasione, magari con le scuole, di ulteriore incontro".
"Dalla sua apertura nel 2015 ad oggi il Giglio è diventato un riferimento per la comunità" ha aggiunto l'assessore Corrado Valsecchi in rappresentanza dell'amministrazione comunale (la prefazione al volume è del sindaco Virginio Brivio e del delegato al Welfare Riccardo Mariani). "Se resta su un libro, resta immortale" ha detto poi con riferimento al ricordo celebrato in città anche con monumenti come quello ai Caduti, recentemente restaurato - ha asserito il responsabile ai lavori pubblici - non per mera estetica ma anche per "conservare la memoria".
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

"Il primo locale chiamato Il Giglio era un'osteria di fine '800, con la posta dei cavalli e un via vai di viaggiatori. La Pizzeria più recente ne ha solo preso il nome" ha aggiunto sempre Katia Zucchi, facendo riferimento al locale della famiglia Trovato confiscato dopo l'operazione Wall Street e da due anni restituito alla collettività, conservando solo la denominazione. Ecco dunque spiegato anche il titolo del libro, che mixa sapientemente passato e presente. Non resta che tributare un sentito plauso alle 8 "coraggiose" che hanno accettato di raccontare e raccontarsi, regalando a Pescarenico e a Lecco in generale "frammenti di storie di vita", un piccolo ma sincero contributo per conservare ricordi che, inesorabilmente, il tempo altrimenti avrebbe sbiadito: Piera Negri, Paola Poletti, Ilva Ragazzi, Francesca Bussa, Vera Elli, Liliana Lepratti, Vittoria Ghislanzoni e Carmen Cossù.

A.M.
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