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Scritto Lunedì 04 dicembre 2017 alle 19:05

Lecco: in ospedale paga con una banconota tarocca, a processo

"Mi dispiace moltissimo per l'accaduto, non sapevo che la banconota fosse falsa". Queste le spontanee dichiarazioni rese da A.M. quest'oggi nel corso del processo a suo carico. L'uomo deve rispondere del reato di spendita ed introduzione nello Stato di monete falsificate per aver pagato al bar dell'ospedale di Lecco il 26 agosto del 2014 con una banconota di 200 euro, risultata poi falsa.
Nell'aula del giudice monocratico Salvatore Catalano è stato escusso l'ispettore di Polizia che si trovava in servizio in quell'occasione: "era giunta in comando la richiesta di intervento presso il bar dell'ospedale perchè i titolari lamentavano un pagamento con una banconota falsa" ha dichiarato. "Una volta fornite dal cassiere le generalità del soggetto che aveva pagato con quella banconota abbiamo proseguito nella sua ricerca. L'abbiamo trovato pochi minuti dopo insieme alla moglie nei pressi del reparto di pediatria; siccome è stato colto in flagranza abbiamo effettuato una perquisizione personale e nell'abitazione, risultata poi negativa".
"Non sono scappato dall'ospedale, mi trovavo lì perchè mio figlio era stato poco bene" ha proseguito l'imputato nella sua dichiarazione. "Non avevo alcun interesse a pagare con una banconota falsa". La consorte di A.M., sentita come teste, ha dichiarato che pochi giorni prima la banconota "incriminata" l'avevano ricevuta a fronte del cambio di una banconota da 500 euro in un bingo di Pescara, dove vivono i suoi genitori.
La pubblica accusa ha chiesto la condanna a 6 mesi di reclusione. L'avvocato Viviana Bove ha invece chiesto l'assoluzione per il suo assistito in quanto, a suo parere, si tratta di un reato "commesso grossolanamente in quanto si poteva constatare la falsità della banconota già al tatto".
Il giudice Salvatore Catalano ha rinviato al prossimo gennaio per la sentenza.
B.F.
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