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Scritto Martedì 05 dicembre 2017 alle 13:59

Achille Dell’Oro, ha dipinto a Valmadrera... tante notizie

Ben tornata vecchia Valmadrera, con il “piccolo” campanile presso il vecchio nucleo all’ombra del ben più maestoso costruito nel 1930 che, dall’alto dei suoi 90 metri, poteva competere con l’altro “matitone” sulla sponda opposta del Lario.
Un tuffo nei ricordi che si deve all’interessante pubblicazione “Ier ed inco”, businate di Achille Dell’Oro, a cura di Vincenzo Dell’Oro, Giambattista Magistris, Gianfranco Scotti.

Una panoramica della vecchia Valmadrera, con il piccolo campanile

Achille dell’Oro, conosciuto come “el pitur”, era nato a Valmadrera nel 1927 ed è deceduto nella notte tra il 24 ed il 25 maggio 2004. E’ lui l’autore delle businate raccolte per iniziativa di un gruppo di amici e stampate con le Arti Grafiche Alfredo Colombo, di Valmadrera. Nella presentazione Vincenzo Dell’Oro ha scritto “Achille è consapevole di interpretare il ruolo di “busino”, del cantastorie tipico della realtà di Valmadrera”. E’ stato, cercando di mettere ordine nei suoi stipati armadi, che il fratello Peppino e Vincenzo Dell’Oro hanno scoperto un pacco di manoscritti, costituito, per la maggior parte, da quelle che lui definiva espressamente “businate di Valmadrera”, con argomenti e titoli tra i più vari. La sua attività di imbianchino gli aveva consentito di ripulire sottotetti, solai e ripostigli di Valmadrera, e fare ritrovamenti abbastanza sorprendenti di documentazioni varie. Gli interessi di Achille Dell’Oro andavano dalla storia locale di Valmadrera alle tradizioni popolari, con riferimento al dialetto.
Il lecchese Gianfranco Scotti, noto conoscitore del dialetto, nel preambolo della pubblicazione ha scritto “Dell’Oro ha costruito con questi suoi versi una storia molto articolata del suo paese, quella Valmadrera alla quale ha dedicato un’attenzione ed una ricerca che sono sfociate in molte pubblicazioni fondamentali per la storia di questa antica comunità brianzola alle porte di Lecco”.

Achille Dell’Oro, al centro, con Vincenzo Dell’Oro e Battista Canali alla presentazione di un libro su Valmadrera

Per Vincenzo Dell’Oro, sempre nella presentazione del libro, “La businata è un vero e proprio genere letterario, una composizione in versi in dialetto milanese o lombardo dei secoli scorsi in cui gli argomenti principali erano l’attualità paesana, descritta con toni satirici e scherzosi”.
Leggendo il sommario del volumetto si possono subito notare, in “posizioni” interessanti, località, contrade “teatro” di più o meno simpatici eventi, andando oltre i confini municipali di Valmadrera, da Valgreghentino a Suello.
Nelle note di prefazione si evidenzia anche che Achille Dell’Oro intrattenne una corrispondenza molto amichevole con il grande cronista e scrittore Gianni Brera. Ciò è documentato da un articolo apparso su un quotidiano l’11 giugno 2002, quando a Brera venne intitolata, nel decennale della scomparsa, la storica arena civica e napoleonica di Milano.
La corrispondenza è avvenuta tra il 1955 ed il 1960, quando Giuanin Brera scriveva sulla Gazzetta dello Sport: toccava vari argomenti di attualità, sempre prendendo spunto da servizi giornalistici. Le prime righe di una missiva che a metà anni ’50 il giornalista Gianni Brera inviava ad un lettore di Valmadrera, Achille Dell’Oro, concludeva “La ringrazio di cuore. Per i poveri cronisti che noi siamo, lettere come questa sua sono il premio Nobel. Lei è molto, troppo gentile”.
Sempre Gianfranco Scotti, nelle note introduttive evidenzia “La presente pubblicazione vuole, dunque, essere un omaggio al valmadrerese che ha onorato ed illustrato il suo paese, ad un uomo che ha saputo lasciare di sé un ricordo colmo d’affetto e di nostalgia”.
Nella cerimonia funebre, svoltasi nella parrocchiale di Valmadrera, l’allora p

Achille Dell’Oro, ultimo a sinistra, segue da un terrazzo con amici il Palio notturno di Valmadrera

arroco don Massimo Frigerio disse “Dobbiamo imparare da Achille Dell’Oro a valorizzare la memoria come strumento prezioso per imparare. I fatti e gli avvenimenti non sono mai da buttare via. Possiamo imparare molto dalle tante cose che sono state fatte, dalle piccole cose e dalle persone più semplici. Lo ricorderemo a lungo, con riconoscenza e preghiamo perché il Signore, introducendole nella casa del Padre, possa mostrargli la bella notizia che è il Vangelo, la storia della Salvezza, un tesoro di avvenimenti che riempiono il cuore di una felicità immensa”.
Gli autori ed i promotori della pubblicazione su Achille Dell’Oro hanno raccolto tale invito e sono veramente meritevoli di elogio.
A.B.
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