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Scritto Mercoledì 06 dicembre 2017 alle 11:52

Civate: 'riportato a casa' l'antico Messale grazie alla prima stampa integrale a colori

Si è tenuta nella serata di ieri, martedì 5 dicembre, presso la Sala Civica di Villa Canali, la presentazione del volume "Il Messale di Civate. Versione anastatica integrale da ricolorazione di microfilm", la prima stampa completa a grandezza originale dell'antico manoscritto liturgico di rito romano risalente alla seconda metà dell'XI secolo che è anche il più prezioso fra i tre codici ancora oggi esistenti attribuiti al monastero benedettino di San Pietro al Monte.

Paolo Tentori e Alessandro Milani

Ad illustrare le ragioni alla base della realizzazione dell'opera e le sue fasi principali, gli autori lecchesi Paolo Tentori e Alessandro Milani che, grazie ad uno specifico algoritmo, sono stati in grado di tramutare in colore le scale di grigio presenti nei microfilm del manoscritto con una verosimiglianza sorprendente rispetto all'originale.
"Il Messale, attualmente custodito presso la Biblioteca Trivulziana di Milano, rappresenta il più importante testimone scritto del Medioevo civatese", ha spiegato Tentori, editore ed esperto umanista. "Esso era destinato alla comunità monastica benedettina dei Santi Pietro e Calogero di Civate, nella diocesi di Milano. Giunto sino a noi direttamente dallo scriptorium del monastero, il tomo appartiene alla raccolta di manoscritti liturgici di don Carlo Trivulzio - che lo acquistò nel 1748 a Como - ed è stato oggetto di numerosi studi nel corso degli ultimi due secoli, soprattutto da parte di monsignor Carlo Marcora e di don Vincenzo Gatti. Io stesso, poi, nel 1994 ho ispezionato la sequenza musicale del Proprium Missae, ovvero quelle parti della messa il cui testo varia secondo i periodi dell'anno liturgico o della commemorazione di un santo o di un evento significativo. Il volume - ha proseguito - contiene molte dedicationes alle chiese e ciò che emerge da una lettura dello stesso è lo stretto legame con il potere e con la dimensione secolare dell'epoca: il compito dei monaci benedettini era, infatti, quello di pregare per l'imperatore, per la prole e per il bene del regno".

 L’assessore alla Cultura Angelo Isella

"Il software che abbiamo utilizzato ci ha permesso di applicare una tecnica di ricolorazione definibile come una via di mezzo tra la tecnica deduttiva e quella cosiddetta comparativa", ha commentato Alessandro Milani, informatico. "La prima opera attraverso la scissione dell'immagine in macro-aree di colori, "deducendo" a quale parte della stessa sia riconducibile ciascun cromo; la seconda, invece, scansiona il documento punto per punto, analizzando i diversi tipi di grigio presenti e facendoli corrispondere a vari colori. Molti prodotti multimediali del passato - in particolare video e documentari- vengono restaurati e rinnovati grazie a queste (ed altre) tecniche. Noi, avendo verificato l'imprecisione di entrambe rispetto al nostro scopo, abbiamo deciso di utilizzare un terzo tipo di ricolorazione: una sorta di mix fra le due".

Si tratta di un progetto complesso e ambizioso, quello portato a termine dai due autori, che - come ha evidenziato l'assessore alla Cultura Angelo Isella, presente all'evento con il primo cittadino Baldassare Mauri - coniuga il desiderio di valorizzare un bene culturale di fondamentale importanza come il Messale, mantenendone l'integrità e l'identità, con la volontà di tornare alle origini del manoscritto, "riportandolo a casa", a Civate, appunto: "Voglio ringraziare Paolo e Alessandro per il lavoro svolto e per il significato che esso ha per la comunità civatese. Abbiamo deciso di sposare questa iniziativa proprio per il suo valore collettivo e identitario", ha detto l'assessore.

Angelo Maggi degli Amici di San Pietro al Monte e il sindaco Mauri

Al termine della presentazione, che ha visto la partecipazione di numerosi abitanti di Civate interessati alla storia del proprio paese, il sindaco - come rappresentate dell'Amministrazione - e i volontari degli Amici di San Pietro al Monte - gruppo che si occupa della cura del complesso romanico civatese - hanno ricevuto una copia del volume a stampa del Messale, in quanto punti di riferimento imprescindibili per la collettività civatese e per la sua coesione.  
Marta Colombo
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