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Scritto Martedì 09 gennaio 2018 alle 08:35

Lecco: approvata la mozione ‘antifascista’ ma in consiglio c’è chi dice No

Lecco scende in campo contro il neofascismo: è stata approvata a larga maggioranza la mozione che imporrà maggiori controlli sull'utilizzo degli spazi pubblici da parte dei movimenti che si ispirano all'ideologia del ventennio.
Il documento ha avuto il sostegno di tutta la maggioranza, della Sinistra e dei 5 Stelle: "E' un provvedimento necessario - è stato ribadito più volte in aula - per arginare l'avanzare di politiche anti-costituzionali".
Contrari invece i consiglieri della Lega Nord e di NCD secondo cui la mozione non è necessaria ne' lo strumento adatto.
Con la mozione, nel dettaglio, si chiede al Sindaco e alla giunta: 1- di promuovere iniziative culturali in collaborazione con le scuole e nei luoghi di aggregazione affinché sia mantenuta la memoria storica.
2. Di promuovere iniziative che consentano di portare all'attenzione della popolazione il problema di nuovi fascismi e in modo particolare dei soggetti più giovani e vulnerabili.
3. Di dare mandato alle competenti Commissioni comunali di riformulare i regolamenti comunali (es. occupazione suolo pubblico, concessione spazi e sale comunali ecc) adeguandoli ai principi sopra esposti al fine anche di includere, al momento della richiesta di autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento dei valori antifascisti e di democrazia espressi nella Costituzione Italiana.
In senso orario: i consiglieri Gattari, Anghileri, Boscagli e Bettega
Questi alcuni dei commenti dei consiglieri.
Vittorio Gattari (Pd), favorevole: "Per noi l'antifascismo è una cosa seria. Lecco ha ricevuto la medaglia d'argento al valor militare e deve dare attuazione ai valori antifascisti, che sono valori di tutti. Abbiamo approvato un provvedimento dal forte valore simbolico ma che è allo stesso tempo molto concreto. Chiedere che chiunque utilizzi spazi pubblici dichiari di condividere i valori racchiusi nella Costituzione mi sembra il minimo. Ci sarebbe tuttavia piaciuto vedere l'approvazione all'unanimità".
Alberto Anghileri
(Con la Sinistra cambia Lecco), favorevole: "In Consiglio Comunale abbiamo tante posizioni politiche diverse, spesso in Aula discutiamo e litighiamo. Ma se lo possiamo fare è proprio grazie a chi più di 60 anni è salito in montagna per combattere il fascismo ed è morto per farlo. Senza quei ragazzi non avremmo oggi le elezioni e questa sera non potremmo trovarci nell'aula consigliare per confrontarci. Purtroppo ho l'impressione che per i nostri giovani la Resistenza sia qualcosa di lontanissimo: dobbiamo diffondere i suoi Valori anche presso le nuove generazioni. Perché quando vedo le manifestazioni di Casa Pound ho paura per quello che sta accadendo".
Cinzia Bettega
(Lega Nord), contraria: "Con provvedimenti come questi non si fanno che nascondere i veri problemi. Nel nostro paese, nella nostra comunità, nella nostra città già è viva la cultura democratica. Non comprendo le ragioni, anche cronologiche di questa proposta: non mi sembra che il Comune abbia assunto posizioni lassiste od opache nella difesa della nostra tradizione democratica, che non mi pare stia vacillando. Non è altro che un pronunciamento strumentale, ovvero l'esatto contrario di quello che serve alla nostra Carta Costituzionale. Mi pare piuttosto che l'obiettivo sia quello di indirizzare preventivamente il traffico delle idee. Per questo abbiamo votato no, rivendicando la nostra cultura democratica".
Filippo Boscagli
(NCD), contrario: "Il fascismo è un reato, lo dice la Costituzione, lo dice la Legge. Ma con questa mozione prevediamo che venga sottoscritta una dichiarazione esplicita di condivisione dei valori antifascisti da qualsiasi associazione che utilizzi le sale pubbliche, fosse anche una polisportiva o una parrocchia che organizzano un evento o una raccolta fondi che nulla hanno a che vedere con la politica. Sono d'accordo che occorra negare le sale comunali a chi fa il saluto romano ma non capisco l'esigenza di chiedere a qualunque soggetto una dichiarazione di quel tipo. Se non la sottoscrive cosa succede? Semplicemente non usa le sale comunali ma non si risolve assolutamente il problema della presenza neofascista.
Alla seduta hanno assistito anche alcuni cittadini tra cui il presidente dell'Anpi provincia Enrico Avagnina.
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P.V.
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