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Scritto Martedì 09 gennaio 2018 alle 12:38

Curiosità: come Lecco anche l'ospizio del Gran San Bernardo sommerso dalla neve ha per 'patrono' San Nicola

Quanti lecchesi sanno che il loro patrono, San Nicola da Mira, alias da Bari, ha intitolato l’ospizio sul valico Gran San Bernardo, a 2473 metri di quota, su volontà di chi lo ha fatto costruire? L’ospizio è la località abitata più alta d’Europa ed è al centro in questi giorni di notizie giornalistiche per abbondanti, anzi eccezionali, precipitazioni nevose, tutte segnate nel “libro” della struttura. Per San Nicola è, invece, un’ulteriore conferma del suo culto mondiale, non solo tra i naviganti sulle acque di mari ed oceani, ma anche tra altissime vette, dove è passata la storia con personaggi famosi e con viaggiatori e viandanti coraggiosi.

L’ospizio San Nicola sotto la neve. A destra Papa Benedetto XVI con un cane di San Bernardo

Il quotidiano la Stampa di Torino, con un servizio di Enrico Martinet, intervista padre Federico, monaco agostiniano al San Bernardo, che registra quotidianamente le condizioni atmosferiche e le precipitazioni nevose. “Da ottobre ad oggi – ha dichiarato il religioso, cittadino svizzero, originario di Orsieres, nel Canton Vallese, quasi sul confine svizzero, prima dell’Italia – siamo arrivati ad oltre 5 metri e mezzo di neve, e continua a nevicare. Da giorni non vediamo ospiti, è troppo pericoloso raggiungere il valico. Qui, essere isolati nella stagione invernale è la normalità. La tempesta Eleanor ha soffiato forte. Alle ore 16 del 3 gennaio 2018 le raffiche hanno raggiunto i 176 chilometri l’ora”.

La cripta dell’ospizio con monaci ed ospiti

Il canonico Federico ha poi aggiunto “Al telefono non riceviamo solo prenotazioni per trascorrere qui un periodo o per sapere le condizioni della neve, ma anche richieste di preghiera. Si rivolgono a noi coloro che hanno bisogno di bontà, di parole che possono lenire un momento difficile. E noi ci siamo! Sempre! Anche se sepolti da cinque metri di neve”:
D’inverno al Gran San Bernardo, nell’ospizio San Nicola, rimangono i monaci, ma non restano i famosi cani che, all’inizio dell’autunno tornano all’allevamento di Martigny, cittadina del Canton Vallese con quasi 18.000 abitanti, dove ha sede la casa madre dei religiosi del San Bernardo. I cani destarono anche la curiosità del Pontefice Benedetto XVI, durante una visita in Vaticano.

L’omaggio delle Fiamme Gialle in congedo ai commilitoni caduti in servizio nella zona montana.
A destra la targa di Passo Foscagno sopra Livigno

Per quanto riguarda le montagne lombarde il nostro San Bernardo è il Passo di Foscagno, valico che si trova a 2200 metri, prima della discesa su Livigno, e dove è operante tutto l’anno una brigata stanziale della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle in congedo del lecchese tornano ogni anno, nella stagione estiva, al Foscagno, rendendo omaggio alla lapide presso la caserma che ricorda i finanzieri caduti in servizio nelle valli vicine e nelle notti di gelo e di neve. Vi è poi la visita alla parrocchia di Trepalle, resa nota dal quasi leggendario don Alessandro Parenti, “l’alpino di Dio” originario di Lazzate, vicino a Saronno, parroco indimenticabile per tanti anni. Il noto scrittore Giovannino Guareschi, in una vacanza di metà Novecento, non mancò di osservare attentamente il dinamico sacerdote ed alcune caratteristiche dello stesso si troverebbero in don Camillo, nelle pagine divenute famose dei romanzi con il sindaco Peppone, in un paesino lungo la riva del Po.
Comunque, quando le Fiamme Gialle in congedo del lecchese, guidate da Filippo Di Lelio, vanno al Foscagno, raggiungono un’alta quota da record, ma il primato spetta al Gran San Bernardo, anche come precipitazioni nevose.
A.B.
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