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Scritto Martedì 09 gennaio 2018 alle 17:46

Segnale radiofonico trasmesso da Valcava senza autorizzazioni? Manager a processo

I ripetitori in Valcava
Avrebbe utilizzato illegittimamente il centro trasmittente di Valcava, per diffondere il segnale dell'emittente radiofonica di cui, all'epoca dei fatti, era il legale rappresentante. Si è aperto stamani dinnanzi al giudice monocratico Enrico Manzi, il procedimento penale nei confronti di G.B., imputato secondo quanto previsto dal decreto legislativo 259 del 2003, che disciplina gli obblighi per gli operatori delle telecomunicazioni.
Secondo l'impianto accusatorio sostenuto dalla Procura lecchese, l'ex manager, classe 1960, originario di Vimercate non avrebbe rispettato quanto previsto dalla normativa, sfruttando il ripetitore di Valcava - uno dei più importanti a livello nazionale, come ha sottolineato in apertura di udienza il giudice Manzi - pur senza le necessarie autorizzazioni.
Diversa invece la versione sostenuta a fine udienza dal difensore dell'imputato, l'avvocato Petronilla Iuni del foro di Milano, secondo la quale la radio avrebbe utilizzato il ripetitore per un periodo di prova, tre giorni soltanto, a fine dicembre 2012, dopo aver già ottenuto il via libera da parte del Ministero delle Telecomunicazioni. La segnalazione inviata da un'altra emittente, probabilmente incappata in interferenze della radio lombarda, avrebbe fatto scattare i controlli e dunque la segnalazione alla Procura, con la conseguente apertura di un fascicolo. Colpito da un decreto penale di condanna, al quale l'avvocato Iuni si è opposto, il manager  - sottoposto a interrogatorio - è stato poi rinviato a giudizio, con l'avvio del processo dibattimentale questa mattina al cospetto del dottor Manzi.
L'udienza, durata pochi minuti, è stata aggiornata al prossimo 7 settembre per l'apertura dell'istruttoria; a questo proposito il difensore ha anticipato l'intenzione di produrre la sentenza di archiviazione del Gip di Varese nei confronti del proprio assistito, per un caso analogo, relativo ad un'emittente televisiva della medesima società di cui l'imputato era legale rappresentante. Una vicenda che, al contrario di quanto avvenuto a Lecco, l'autorità giudiziaria del tribunale insubre ha ritenuto di archiviare, non essendoci presumibilmente elementi per avviare l'azione penale a carico dell'imprenditore.
G.C.
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