Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 47.480.533
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 10 gennaio 2018 alle 09:24

Valgreghentino: approvato l’ingresso nel Parco del Curone, ancora tante le critiche

Ormai è davvero fatta. Nella serata di ieri, martedì 9 gennaio, il consiglio comunale di Valgreghentino ha approvato - con due voti contrari e tre astensioni, una delle quali nello stesso gruppo di maggioranza - l'ingresso del proprio territorio nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il cui perimetro verrà quindi ridefinito in modo tale da comprendere tutte le aree non edificate di quello che ormai può essere considerato l'ex PLIS del Monte di Brianza.

L’assise consiliare


Una scelta squisitamente politica, come ha ammesso lo stesso sindaco Sergio Brambilla, motivata dalla volontà di proseguire nel percorso avviato tre anni fa con l'annessione al Parco Locale.
"Di fatto la legge regionale 28/2016 ci ha costretti a trovare una nuova forma di organizzazione"
ha affermato il borgomastro in assise, davanti a una folta (almeno rispetto al solito...) platea composta principalmente da cacciatori del territorio, già intervenuti in massa all'incontro pubblico organizzato in paese esattamente un mese fa.

Il pubblico

"Per legge il PLIS non poteva più continuare ad esistere, ma nessuno ci ha obbligati a propendere per il Parco di Montevecchia, piuttosto che, ad esempio, per quello del Monte Barro o dell'Adda Nord: secondo noi, però, la scelta migliore per il nostro paese era davvero l'Ente del Curone, una struttura ben rodata, che negli ultimi anni ha dimostrato una grande efficienza, nonché una buona lungimiranza soprattutto sul fronte economico. Ci abbiamo creduto e continueremo a crederci, anche con la consapevolezza che, in fin dei conti, per i nostri concittadini non si verificheranno grandi cambiamenti: i cacciatori potranno continuare nella loro pratica venatoria come hanno sempre fatto, così come tutti coloro che sono impegnati in attività di taglio o di cura dei boschi, con la sola differenza che questi ultimi, d'ora in poi, dovranno sempre fare riferimento al Parco anziché alla Comunità Montana. Il nostro obiettivo principale, comunque, resta sempre quello di tutelare il più possibile il nostro territorio e l'ambiente naturale, senza per questo andare ad inficiare le attività produttive e/o i cacciatori della zona per i quali, lo ripeto, essendo quello di Montevecchia un Parco Regionale e non Naturale, la possibilità di portare avanti la loro passione continuerà ad essere garantita".

Da sinistra: gli assessori Filippo Milani, Matteo Colombo, Rosa Milani; i consiglieri di maggioranza
Alessia Colombo, Ernesto Longhi, Francesca Panzeri, Michela Pirovano

Fortemente critico, in primis, il consigliere di opposizione Stefano Simonetti, che occupa una poltrona anche a Villa Locatelli: poche settimane fa, quest'ultimo aveva presentato un'interrogazione al presidente della Provincia di Lecco proprio per chiedere lumi in merito alle garanzie e alle tutele che i cacciatori avrebbero avuto nel caso di annessione del PLIS al Parco del Curone, invitando inoltre Polano ad organizzare un incontro pubblico sul tema con i sindaci di tutti i Comuni interessati dal provvedimento.
"La mia paura è che da un giorno all'altro, nel silenzio, l'aggettivo "regionale" venga improvvisamente trasformato in "naturale", con tutte le relative conseguenze per l'attività venatoria, che non potrebbe più essere praticata" ha sottolineato Simonetti. "Personalmente, comunque, avrei optato per un'uscita definitiva dal PLIS, seguendo l'esempio del Comune di Brivio, senza ricorrere agli aiuti di Montevecchia, che in fin dei conti non ci servono. Sono convintamente contrario rispetto a questo provvedimento e chiedo al sindaco di continuare a vigilare attentamente su questa situazione, per evitare in futuro spiacevoli inconvenienti".

Il sindaco Sergio Brambilla

Negativo, seppur per motivazioni diverse, anche il voto del compagno di schieramento Cesare Perego, che però ha ribadito "di non avere mai avuto paura della parola "Parco" in sé".
"È vero, il nostro compito è quello di tutelare cacciatori, agricoltori, proprietari terrieri e semplici appassionati della natura, ma in realtà è il paese a "fondovalle", dove risiede il 99% della nostra popolazione, a vivere la quotidianità di Valgreghentino: è per questa parte del nostro territorio che si dovrebbero mettere in campo dei nuovi ragionamenti, il più possibile a lungo termine".
Hanno preferito astenersi, invece, i consiglieri di minoranza Davide Panzeri e Federica Sala, così come Michela Pirovano, membro della compagine di maggioranza, che si sono detti "perplessi per l'assenza - almeno per il momento - di una progettualità visibile e concreta del Parco di Montevecchia a favore di Valgreghentino". Panzeri ha inoltre posto l'attenzione sulla conformazione territoriale del paese, "evidentemente diversa da quella del Parco di Montevecchia e non altrettanto valorizzabile dal punto di vista dell'agricoltura e del turismo". A provare a rassicurare gli oppositori politici sulla bontà della decisione, così come i presenti tra il pubblico (questa volta in religioso silenzio), anche l'assessore all'ambiente Matteo Colombo, che ha ricordato come l'Ente del Curone possa rappresentare per il territorio anche un'importante fonte di risorse economiche, difficilmente reperibili altrove.

La minoranza. Da sinistra: Cesare Perego, Davide Panzeri, Stefano Simonetti, Federica Sala

L'Amministrazione Comunale di Valgreghentino, dunque, ha preso la sua scelta, già condivisa nelle scorse settimane da quella di Olgiate Molgora, un altro dei paesi del territorio ad essere interessati dai cambiamenti previsti dalla legge regionale 28/2016 sulla riorganizzazione, in vista di una maggiore razionalizzazione, delle aree protette sul suolo lombardo. Allo stesso modo, nelle prossime settimane saranno chiamati a deliberare in merito anche i consigli di Airuno, Olginate e Garlate, i cui gruppi di maggioranza - come quello di Valgreghentino - fanno tutti riferimento alla stessa area politica; la questione non riguarderà più, invece, il Comune di Brivio, che circa un anno fa aveva espresso la sua volontà - tuttavia non ancora formalizzata - di uscire dal PLIS del Monte di Brianza, o San Genesio che dir si voglia. Al termine dell'iter, sarà poi il consiglio regionale della Lombardia ad approvare in via definitiva il nuovo perimetro del Parco Regionale.

B.P.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco