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Scritto Mercoledì 10 gennaio 2018 alle 21:43

Lecco: sulla proposta del Questore il Comune frena mentre i baristi... fremono

Parrebbe già essere destinata a cadere nel vuoto la proposta del Questore Guglielmino al Comune di Lecco per valutare la possibilità di emettere un'ordinanza per vietare, dopo la una di notte, di somministrare alcoolici nei locali pubblici del centro e delle zone dalla città di soggette a situazioni di tensione come quelle registratesi tra piazza Cermenati e piazza XX Settembre in due distinte occasioni nel mese di dicembre. Palazzo Bovara sembrerebbe infatti non intenzionato a dare seguito al suggerimento del capo della Polizia. Ma è bastato anche solo "accennare" tale ipotesi per mettere in subbuglio gli operatori del settore che, prendendo la palla al balzo, non si sono tirati indietro nello snocciolare una serie di critiche, indirizzate anche alla stessa amministrazione comunale.

Il centro ancora illuminato a festa

"Il vero problema è che non si può sempre incolpare i bar per quanto riguarda l'utilizzo degli alcolici" ha commentato Sergio Galbiati, portavoce dello storico wine bar "Frigerio", che ha tenuto a precisare come la scelta commerciale adottata dal suo locale di non servire alcolici dopo l'una di notte non si fondi sulle stesse motivazioni messe in campo dal questore ma sia piuttosto legata ad un'agevolazione della componente ristorante. "Finché una persona beve dentro il mio locale io che sono il barista vedo le sue condizioni fisiche e in base a quello bilancio la percentuale alcolica del drink, ma è chiaro che quando un ragazzo compra la bottiglia di vodka, birra o vino al centro commerciale e la beve in piazza il controllo non può esistere. Bisogna smetterla di prendersela con i locali utilizzandoli come capro espiatorio, perché quando questi vengono gestiti con professionalità e serietà non creano problemi né alla città né alla popolazione".
Sulla stessa scia si è inserito anche il commento dell'adiacente lounge bar "Hemingway", il cui personale ha definito la soluzione proposta dal Questore come "un chiaro modo per fingere che si stia facendo qualcosa per risolvere la situazione e fare bella figura agli occhi dell'opinione pubblica. Siamo convinti che la vera soluzione sarebbe quella di aumentare la sorveglianza e la presenza di pattuglie di polizia e carabinieri durante determinati eventi o grandi manifestazioni" ha poi aggiunto lo staff, citando per l'appunto i disordini verificatisi la notte della viglia di Natale in centro.

La barista del Plaza

I titolari del "Café Plaza" nel cuore di Piazza Cermenati hanno mostrato il loro dissenso verso la proposta di Guglielmino soffermandosi poi su un altro aspetto, ovvero quello della concorrenza. "Facciamoci caso: da quando hanno aperto tutti questi locali nuovi sono aumentati i casini" è stato il commento dei due proprietari. "Alcuni di noi, come il bar Frigerio e il Caffè Commercio, sono qui da anni e la nostra clientela ha imparato come comportarsi, mentre è evidente a tutti che la maggior parte dei problemi si verifica per esempio in Viale Turati, frequentati da ragazzini molto giovani e spesso maleducati e anche da extracomunitari. Riducendo l'orario della vendita di alcol e vietando di portare il vetro fuori dal locale non si evitano i danni, perché sappiamo tutti che la maggior parte delle volte i giovani si portano le bottiglie direttamente da casa. E soprattutto, anche con questo divieto, se un cliente comprasse venti bottiglie a mezzanotte e cinquanta minuti e poi decidesse di berle tranquillamente una dopo l'altra fino a notte inoltrata seduto al nostro bar noi non potremmo dirgli nulla perché l'ora di acquisto indicata sullo scontrino fiscale parlerebbe chiaro. Lecco è una città turistica ma di turistico non ha nulla, così facendo ci rimettiamo solo noi commercianti" è stato l'inclemente giudizio finale.

I ragazzi del Cermenati

Altrettanto duro infine anche il giudizio dei "vicini di casa" del "Caffè Cermenati", che come i colleghi hanno definito l'opzione messa sul tavolo come "imbarazzante e nociva". "Le nostre regole sono già strettissime, sia per quanto riguarda gli orari sia per le restrizioni legate alle esigenze dei cittadini della zona limitrofa: siamo sempre sotto torchio. La dimostrazione di questo è sotto gli occhi di tutti: nonostante la differenza tra noi e altre città come Como non esista a livello paesaggistico, camminando in centro Lecco da lunedì a venerdì non si vede nessuno" è stato il commento dei giovanissimi gestori del bar ai piedi della Basilica di San Nicolò. "Questa limitazione non solo è inutile ma anche inaccettabile, soprattutto nei weekend estivi durante i quali la città si deve preparare ad accogliere moltissimi turisti abituati a certi orari. Bloccare tutto all'una di notte significa uccidere la nostra attività". 
F.A.
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