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Scritto Giovedì 11 gennaio 2018 alle 14:03

Lecco: al Poli 'sassi gialli' per lo studio sul rischio alluvioni

Il Politecnico di Milano - Polo territoriale di Lecco, con i suoi ricercatori e il sostegno del Comune e della Provincia di Lecco, ha vinto il bando di Fondazione Cariplo dedicato alla ricerca sul dissesto idrogeologico per la previsione, prevenzione e mitigazione del rischio. Il finanziamento pari a 190.000 euro permetterà con il progetto SMART-SED (Susteinable MAngement of sediment transpoRT in responSE to climate change conDitions) di continuare la ricerca già finanziata dal Comune di Lecco grazie a un protocollo di intesa stipulato ormai un paio di anni fa sulle tematiche inerenti le alluvioni. I cosiddetti “sassi gialli”, ormai noti in città, sassi prelevati dal torrente Caldone all’interno dei quali sono stati inseriti dei transponder RFID (Radio Frequency Identification), verranno implementati grazie a questo progetto, con modelli matematici al fine di saperne di più sulla dinamica delle alluvioni in aree pedemontane e ridurre quindi gli eventuali danni sul territorio. Un altro passo avanti è stato fatto nella ricerca di tecnologie innovative in grado di monitorare il movimento di materiale solido che avviene nel torrente Caldone per comprendere il fenomeno del trasporto solido e quindi delle esondazioni che si verificano in città in concomitanza di eventi meteorologici intensi. Capofila del progetto è la professoressa Laura Longoni che, insieme alla professoressa Monica Papini e a uno staff multidisciplinare composto da professori e dottorandi del Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano, stanno portando avanti da alcuni anni la ricerca sulla riduzione del rischio connesso alle alluvioni. I ricercatori coinvolti affermano che con il progetto SMART-SED: “Verranno sperimentati approcci innovativi per la valutazione delle alluvioni in cui i sedimenti assumono un ruolo rilevante. Durante gli eventi piovosi intensi, si possono manifestare lungo i versanti instabilità significative, mobilizzando volumi solidi ingenti che vanno a scaricarsi nei corsi d’acqua, compromettendone la funzionalità. La messa a punto di strategie di difesa richiede la capacità di prevedere quantitativamente i fenomeni in atto e l’effetto dei potenziali interventi. Il progetto prevede dunque la creazione di un modello, integrato con un monitoraggio territoriale, per la valutazione dei flussi solidi nelle diverse parti di un bacino. Il modello sarà un utile strumento per la mitigazione degli effetti del dissesto, sulla base di scenari (di breve o lungo periodo) che tengano adeguatamente conto delle forzanti meteorologiche e delle strategie di gestione”.

“Fondazione Cariplo è stata lieta di poter contribuire in modo significativo a un progetto come quello presentato dal Politecnico di Milano - Polo di Lecco che coniuga la ricerca scientifica con la prevenzione del rischio idro-geologico e quindi, in prospettiva, tutela l'ambiente. Questo progetto bene esprime inoltre la nuova tendenza di Fondazione Cariplo a rivolgere il proprio interesse verso interventi che riguardino  contemporaneamente più settori nei quali la Fondazione esplica la propria attività” commenta Enrico Rossi di Fondazione Cariplo.

Gaia Bolognini
“Un doveroso ringraziamento a Fondazione Cariplo che ha intuito il valore innovativo di questo progetto di ricerca e ha voluto investire risorse per permettere di continuare la sperimentazione. L'Italia  è un territorio fragile: i titoli dei giornali che raccontano di frane e alluvioni ce lo ricordano molto spesso. Risulta perciò necessario andare nella direzione di politiche preventive piuttosto che intervenire sui danni provocati da eventi climatici intensi. Conoscere i comportamenti dei corsi d'acqua è fondamentale per prevenire i rischi idrogeologici e pianificare la gestione territoriale della nostra città - spiega Gaia Bolognini, assessore all'urbanistica del Comune di Lecco -. Grazie alle sue dimensioni contenute e alle sue caratteristiche morfologiche, il Comune di Lecco è un ottimo laboratorio a cielo aperto soprattutto per le sperimentazioni che potremmo definire "da prima linea, di protezione civile". Ricordo che è in capo al Polo di Lecco anche il monitoraggio del San Martino, altra nostra “emergenza fragile”. La consolidata collaborazione con il Politecnico è una ricchezza che dobbiamo valorizzare se vogliamo che la città continui a dialogare oltre i confini territoriali”.
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