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Scritto Venerdì 12 gennaio 2018 alle 16:06

Rincari alla barriera di Agrate: anche Brivio dalla parte degli automobilisti

Una serie di promesse mai mantenute e un illogico aumento del pedaggio sulla Tangenziale Est hanno spinto quest'oggi, giovedì 11 gennaio, 35 sindaci meratesi e vimercatesi ad organizzare un presidio di protesta al casello di Agrate. Nessuno di loro sembra avere apprezzato il rincaro di 30 centesimi sul prezzo del pedaggio, annunciato all'inizio dell'anno da ''Milano Serravalle-Milano Tangenziali'', la società che gestisce il reticolo stradale attorno al capoluogo lombardo, anche se questo è stato soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A fronte di quella che appare una vera e propria crisi del sistema di trasporti, a partire dalle lunghe code che si formano sulla tangenziale durante gli orari di punta sino ad arrivare ai continui disservizi dei treni, l'ultima cosa che i sindaci si sarebbero aspettati era un aumento del pedaggio così elevato. ''Un rincaro del 18% appare assurdo e in nessun modo giustificato - ha commentato il sindaco di Merate Andrea Massironi, presente al presidio - Il motivo non è certo l'inflazione, in questo caso, ma semmai il libero arbitrio di chi decide. L'iniziativa di oggi è stata indetta dai sindaci per fare pressione affinché i nuovi governi che si insedieranno in Regione e nello Stato optino per degli investimenti seri sul nostro territorio. Gli accordi di programma di 10 anni fa prevedevano, ad esempio, il prolungamento della linea metropolitana fino a Vimercate, mai realizzata. Capirei il rincaro del pedaggio per incentivare il trasporto su ferro anziché su gomma, ma al momento non ha senso. Se poi ci guardiamo in giro, nel contesto nazionale da nessuna parte si è verificato un appesantimento dei costi in questo senso''. L'ha citata il sindaco di Merate, una delle tante promesse mai mantenute da chi si occupa della Tangenziale Est. Il prolungamento della Linea MM2 da Cologno Nord fino a Vimercate è nei piani dei governatori da tempo, ma al momento non se ne vede nemmeno l'ombra. Con la protesta di oggi, i sindaci hanno poi chiesto che il casello venga spostato molto più a Sud, com'era peraltro previsto nell'accordo di programma siglato da Governo, Lombardia e Provincie nel novembre 2007. ''A mio parere è assolutamente ingiustificato questo passaggio da 1,70 a 2 euro - ha commentato Massimo Panzeri, consigliere di minoranza di Merate (unico 'non-sindaco' che ha preso parte al presidio) - Per un pendolare automobilistico come me e centinaia di meratesi significa che la spesa aumenta di almeno 150 euro all'anno. E' evidente che le richieste fatte da uno dei territori più produttivi a livello nazionale, se non addirittura europeo, vengano puntualmente disattese da chi governa. E' una questione di competenze. La Regione si può occupare del trasporto pubblico, e perciò intervenire sul prolungamento della linea metropolitana, ma non delle autostrade''. La protesta dei sindaci ad Agrate è stata l'occasione anche per impugnare nuovamente, dopo tanto tempo, la sistemazione di cui necessiterebbe l'imbocco della Tangenziale ad Usmate, dove transitano migliaia di meratesi ogni giorno. ''Come ha sottolineato bene anche il sindaco di Agrate, stiamo parlando di un cammino costellato da mancate promesse, a partire dal potenziamento della bretella di innesto di Usmate, che spesso genera code - ha spiegato Giovanni Ghislandi, primo cittadino di Imbersago - L'accordo di programma prevedeva lo spostamento del casello più a sud, e invece ci ritroviamo con questo rincaro che impone un importante dazio per chi proviene dalla parte più settentrionale, nonostante si tratti di una delle aree più avanzate a livello europeo e caratterizzate da una forte presenza produttiva''. Le questioni che proprio non vanno giù ai sindaci sono parecchie. Durante il sit-in, il sindaco di Carugate ha rimarcato di quanto il rincaro del pedaggio avrà inevitabili ripercussioni sulla circolazione già parecchio complessa nelle arterie limitrofe alla Tangenziale. ''Viene da chiedersi se sono state effettuate delle valutazioni, prima di fare una mossa come questa - ha affermato Giovanni Battista Bernocco, sindaco di Olgiate.
Non presente personalmente ma idelmente al fianco dei colleghi e di tutti gli automobilisti anche il borgomastro di Lecco Virginio Brivio: "Mi unisco alle proteste dei sindaci del Meratese che in settimana hanno incrociato le braccia insieme ai colleghi dell’area del Monzese per difendere gli interessi dei propri cittadini. Tra questi anche numerosi lecchesi che utilizzano quotidianamente l’asse viario di collegamento con Milano che oltre al pedaggio pagano lo scotto di collegamenti non all’altezza della quantità di traffico presente. Oltre ai rincari, bisognerebbe pensare seriamente a un potenziamento della rete viabilistica locale, sia sulla tangenziale che lungo la Ss36 (per non parlare della Lecco-Bergamo, tema a noi caro…) e a un serio ripensamento del trasporto su ferro che deve diventare una vera e affidabile alternativa per i pendolari lecchesi".
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