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Scritto Venerdì 12 gennaio 2018 alle 18:17

Valorizzare il lungolago di Lecco: ieri, oggi, domani

Il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati, in una recentissima intervista, ha evidenziato che al turismo lecchese serve un salto di qualità, che è convinto che vi siano ancora opportunità da cogliere e che l’associazione spera di poter lanciare il concorso di idee sul lungolago.
A tale proposito, fermo restando che il presidente Confcommercio ha fatto bene, anzi benissimo, a toccare certi argomenti e problemi, vi è da ricordare che da decenni sul lungolago lecchese sono affiorati, e scomparsi, progetti di novità, di cambiamento e di valorizzazione.

Il progetto 1960 della funivia Lecco-Piani Resinelli

Sono passati ormai più di cinquant’anni, anzi quasi sessanta, dal 1959, quando sulla stampa locale veniva resa nota, con risalto, la notizia della costituzione della società per la funivia Lecco-Piani Resinelli, in località Forcellino. Tale funivia non avrebbe solo consolidato il ruolo turistico dei Piani, ma valorizzato notevolmente il tratto di lungolago più a settentrione nel territorio comunale lecchese, dopo che nel tratto centrale erano previsti notevoli interventi di miglioramento, dalla nuova pavimentazione alla nuova illuminazione, ed anche alla realizzazione della nuova stazione del servizio di navigazione. La partenza della funivia era indicata nel vasto prato della località Brick, appena a monte della Statale 36.
Nel 1960, in città veniva poi data notizia di un’altra funivia in fase di avanzato progetto: quella da Versasio, sopra Acquate, al Pizzo Erna. Quest’ultima è la funivia inaugurata qualche anno dopo.

Panoramica aere del golfo delle Caviate

La valorizzazione del lungolago negli anni ‘60 si accompagnava alla richiesta di un nuovo Ostello della Gioventù, in posizione turisticamente migliore rispetto a quello inaugurato nel 1954 in quartiere Germanedo, vale a dire “in riva al lago, con la possibilità di fare il bagno e di prendere il sole sulla spiaggia”.
Nel maggio 1967 era, però, ancora la stampa locale ad evidenziare “Ha perso slancio l’iniziativa per la funivia dei Resinelli? – Dopo sei esercizi la realizzazione dell’opera appare ancora lontana”. Si riferiva ad un’assemblea della società della funivia, tenutasi presso la sede di via Cairoli, dell’Unione Commercianti, con la presidenza del dott. Guido Dore. Il commento degli organi di informazione era quello di un progetto “che segnava il passo, rischiando di essere superato anche per critiche emerse in relazione alla zona di arrivo al Forcellino, ritenuta lontana dai Piani Resinelli”.

Il piccolo golfo in località Malpensata

La funivia dei Resinelli non è stata realizzata. Nella zona del Brick, dove era prevista la collocazione della stazione di partenza, tra strada asfaltata e strada ferrata, si è poi scritto di nuove iniziative alberghiere e, nel golfo a lago, di una capace darsena o porto per la nautica turistica. Tutti progetti che attendono ancora.
Per quanto riguarda l’Unione Commercianti c’è da ricordare che il 18 maggio 1997 veniva organizzato presso il salone della Canottieri Lecco, per iniziativa del presidente Giuseppe Crippa e dei suoi collaboratori, un “meeting sul turismo”, che intendeva rilanciare progetti già noti e affrontare iniziative nuove.

Il rettilineo panoramico sul campo di regata

Nelle cronache a tale “meeting per il turismo”, vi furono richiami ad un precedente convegno dell’estate 1965, sempre promosso dai Commercianti e dall’Associazione Pubblici Esercizi. Cosa era emerso nel convegno turistico precedente? Risultava chiaro dalle statistiche che i turisti non si fermavano a Lecco più di due giorni. Motivo? La mancanza di impianti e di attrattive. Gli interventi del convegno 1965 esprimevano apprezzamenti per la funivia di Erna (da poco entrata in funzione), ma suggerivano anche la realizzazione di quella verso i Piani Resinelli. Si chiedeva un incremento dei battelli di navigazione lacuale, la concessione di contributi ad esercizi pubblici promotori di concerti e balli all’aperto durante l’estate, la realizzazione di una fontana luminosa, la formazione di spiagge sul lago, oltre i lidi privati come la Canottieri Lecco, l’Orsa Maggiore e Rivabella di Chiuso. Una situazione, quest’ultima, si sottolineò nel meeting, particolarmente sentita dopo il raddoppio della Statale 36, da Lecco-Caviate a Borbino di Abbadia, che aveva cancellato le “fette” di sabbia e di ghiaia,dove tanti lecchesi e milanesi prendevano la tintarella e si gettavano in acqua.

Spiagge a Pradello negli anni ‘70

Problemi di ieri che sono anche di oggi? Sembra proprio sì. Ben venga, quindi, il concorso di idee sul lungolago, nodo centrale di un decollo turistico che ripropone ancora problemi trascinati. Nel 1932/1933, con la realizzazione del nuovo prolungamento a lago della litoranea, oltre la località Brick, verso le Caviate (che consentiva di evitare il valico di Santo Stefano), si parlò di valorizzazione turistica nel nuovo tratto panoramico che si spalancava sul rettilineo lungo il campo di regate della Canottieri Lecco.
Aloisio Bonfanti
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