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Scritto Mercoledì 17 gennaio 2018 alle 16:40

In viaggio a tempo indeterminato/7: prima tappa in Malesia, sulle passerelle di Kuala Lumpur... con lo sguardo all'insù


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E alla fine, o meglio all’inizio, siamo sbarcati in Malesia. Il nostro viaggio a tempo indeterminato comincia da qui. Dalla terra di Sandokan, dei pirati e delle spezie. La prima città ad accoglierci è Kuala Lumpur, la capitale della Malesia. Subito ci accorgiamo che è diversa dalle altre capitali asiatiche in cui siamo stati. Caotica e trafficata ma allo stesso tempo organizzata e ordinata. Ma una delle cose che ci hanno più colpito e stupito? Le passerelle… non quelle dell’alta moda milanese, ma i ponti pedonali che praticamente permettono di raggiungere i vari punti della città avendo sempre la testa coperta. Un grande vantaggio per visitare una città dove la pioggia è all’ordine del giorno, non solo durante la stagione dei monsoni. Le passerelle in genere partono dalle stazioni dei treni sopraelevati, sono lunghe chilometri e collegano zone della città così diverse da sembrare mondi distinti. C’è la passerella che collega China Town con la piazza principale Merdeka Square. Tra le strade del quartiere cinese scintillano le lanterne rosse appese ovunque, i piccoli ristoranti che vendono spiedini, riso e dim sum (ravioli cinesi) con i tavoli di plastica sui marciapiedi, le bancarelle di vestiti e le grandi insegne luminose.


Basta una passerella e salire di un piano con un ascensore in un elegante palazzo (sì è sembrato strano anche a noi come percorso, ma a quanto pare era il più rapido!) per ritrovarsi nel cuore della città coloniale. La piazza di Merdeka, un campo di cricket attorniato da edifici orientaleggianti e moschee, dove svetta altissima la bandiera malese… a quanto pare sull’asta per bandiere più alta del mondo! Un ponte e un’altra passerella e si è catapultati in un luogo completamente diverso. I negozi si riempiono di sari (i tradizionali abiti da donna indiani, caratterizzati da stoffe molto colorate che avvolgono il capo e il corpo) colorati, le bancarelle vendono samosa (snack indiano a forma triangolare ripieno di verdure) e nell’aria riecheggia una musica molto ritmata… si tratta di Little India, altro quartiere caratteristico di Kuala Lumpur. Camminando camminando, tra passerelle sopraelevate e marciapiedi coperti da tettoie salvapioggia (possiamo chiamarle passerelle a terra??) si arriva nella parte moderna della città. Grattacieli altimissimi e dalle forme più disparate, fanno a gara con gli alberi di palma per toccare il cielo. Tra di loro un nuovo simbolo della città, le Petronas Tower. Due altissime torri di vetro e acciaio. Stando ai loro piedi hanno un aspetto imponente ed è quasi impossibile farsi un selfie riuscendo ad inserire nell’inquadratura anche le punte più alte delle torri. Degli astuti venditori propongono delle lenti “restringenti” da applicare alla fotocamera del cellulare per farsi un selfie come si deve, con tutte le torri nella loro bellezza!


E così di passerella in passerella, senza bagnarci mai la testa (o quasi) abbiamo visitato Kuala Lumpur. In pochi chilometri siamo passati dalla Cina all’india, dagli edifici coloniali ai grattacieli modernissimi, dalle moschee ai templi cinesi… decisamente perfetto come inizio della nostra avventura!
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Angela e Paolo
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