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Scritto Domenica 11 febbraio 2018 alle 10:02

Ballabio: il giudice ha disposto l'imputazione coatta per omicidio volontario per i genitori del piccolo Liam, morto a 28 giorni dalla nascita

Il Tribunale di Lecco
Il giudice per le indagini preliminari ha sciolto la propria riserva: è imputazione coatta per i genitori di Liam, il bimbo di Ballabio morto ad appena 28 giorni dalla nascita, nelle prime ore della mattina del 15 ottobre 2015. Nonostante la richiesta di archiviazione del fascicolo reiterata per due volte dalla Procura, il dr. Paolo Salvatore, ritenendo ci siano elementi per andare avanti e aspetti della vicenda che potrebbero essere chiariti nel corso dell'eventuale istruttoria dibattimentale, ha restituito gli atti al sostituto procuratore Cinzia Citterio per la formulazione di un capo d'imputazione in capo alla mamma e la papà del bambino, iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. Del resto nemmeno gli accertamenti disposti sul corpicino del neonato hanno dato risposte chiare e univoche sulla sua tragica fine, imputata a soffocamento, probabilmente meccanico, senza riuscire a lumeggiare oltre una vicenda assolutamente indicata, con la morte del bimbo arrivata dopo una brevissima e travagliata esistenza.
Liam ha visto luce il 17 settembre 2015 al Manzoni di Lecco. Proprio da quella medesima struttura il piccolo era stato dimesso soltanto tre giorni prima del decesso, constatato intorno alle 8 del mattino del 15 ottobre: il ricovero era durato 6 giorni e aveva fatto seguito ad un primo accesso - di appena 48 ore - all'inizio del mese. Parrebbe infatti che il bebè, il primo ottobre sia stato vittima di una caduta accidentale. Rovinato a terra in malo modo sarebbe stato portato in ospedale dai genitori e trattenuto in osservazione fino al 3. A tre giorni di distanza la comparsa di quelli che vengono descritti come "rigonfiamenti" sulla testolina del bambino, avrebbero spinto mamma e papà a tornare al Manzoni per chiedere un ulteriore consulto a cui avrebbe fatto seguito il secondo ricovero, protrattosi - questa volta - più giorni, fino al 12. Il 15, del tutto inatteso, nella modesta ma accogliente abitazione di famiglia a Ballabio Superiore, l'ultimo respiro esalato probabilmente prima ancora che la sua mamma gli si avvicinasse pronta ad allattarlo, di buon mattino, al termine di una silenziosa agonia.
Chiesta l'archiviazione per i tre medici inzialmente indagati per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, la dottoressa Citterio era arrivata alla stessa conclusione anche in relazione ai genitori di Liam. Nel dicembre 2016, il dr. Salvatore aveva però ordinato nuove indagine. Ad un anno di distanza, la Procura ha rassegnato le medesime conclusioni. Sentite le parti - con la difesa rappresentata dagli avvocati Marco Sangalli e Luisa Bordeaux - il Gup ha tirato diritto. Formulato il capo d'imputazione, i legali potranno ora optare per l'abbreviato oppure per affrontare un processo in Corte d'Assise.
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