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Scritto Domenica 11 febbraio 2018 alle 11:12

Lecco: denunciò le spese pazze del capo di Ferrovie Nord. Franzoso presenta il suo libro

Ha parlato per oltre un'ora davanti a un pubblico attento, raccontando tutta la storia dall'inizio alla fine. Andrea Franzoso, l'ex funzionario di Ferrovie Nord Milano che nel febbraio 2015 ha presentato un esposto alla Procura di Milano, facendo esplodere uno scandalo, ha presentato ieri sera alla Libreria Volante di Lecco il suo libro ''Il disobbediente''.

Alcune immagini della presentazione di sabato sera alla Libreria Volante

Franzoso, svolgendo le mansioni che gli erano proprie in azienda, ha scoperto che l'allora presidente di Fnm Norberto Achille utilizzava i soldi pubblici per far fronte alle proprie spese personali: film porno, abiti firmati, viaggi, poker online, strumenti informatici, articoli per la casa. Sulle spalle del bilancio di Ferrovie Nord Milano finivano anche le multe accumulate dal figlio con l'auto aziendale e i "regali per gli amici": come i tre quadri acquistati per l'ex governatore della Regione Roberto Formigoni e la stampa destinata al Comando generale dei Carabinieri. Per un totale di 429mila euro.
"Quando mi sono reso conto di quello che stava succedendo - racconta Franzoso - mi sono rivolto a chi di dovere in azienda, ma mi hanno risposto di lasciare perdere. Così ho iniziato a raccogliere le prove e a febbraio del 2015 ho presentato l'esposto. Da lì sono partite le indagini e a maggio sono stati emessi gli avvisi di garanzia''. Achille è stato poi condannato a due anni e otto mesi per peculato e truffa.

Andrea Franzoso

"Dopo che esplose il bubbone - continua l'autore - mi sorprese la reazione dei miei colleghi: abbracci, congratulazioni da parte di persone che però si erano lasciate scivolare tutto addosso, sfuggendo alle proprie responsabilità. I vertici mi hanno sollevato dai miei incarichi, affidandoli a manager esterni, io passavo le giornate in ufficio a non fare niente, denunciando questa situazione e chiedendo quali fossero i miei compiti. Mi assegnarono ad un ufficio ‘al nulla' che infatti quando me ne andai venne eliminato. I colleghi hanno iniziato ad isolarmi, a voltarmi le spalle, altri mi mostravano vicinanza ma solo di nascosto. Alla fine ho accettato una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro".
Il libro non racconta solo dello "scandalo delle spese pazze", ma del mettersi in gioco, dell'assumersi delle responsabilità. "Io ho voluto esprimere un'idea: che nella vita ci sono dei valori che vale la pena vivere fino in fondo. Nel gesto di denunciare c'ero in gioco io, la mia vita, la persona che voglio essere. Non dobbiamo fare le cose solo se sono utili, se ci convengono o se siamo certi del buon esito. Io ho denunciato, mettendo il mio nome e cognome ma non ho avuto paura, ho sentito anzi il potere di mettere fine a qualcosa che mi indignava e ho sentito la responsabilità di questo gesto".


A concludere la serata un intervento dell'assessore Corrado Valsecchi, presente in qualità di membro di Appello per Lecco, gruppo promotore dell'iniziativa. "È stata una lezione di civismo, tu hai risposto ai canoni etici che dovrebbero essere richiesta ai dipendenti. Il disobbediente vero è chi ha tradito la fiducia del sul mandato" ha detto rivolgendosi all'ospite.
M.V.
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