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Scritto Martedì 13 febbraio 2018 alle 07:40

Spaccio in via Ferriera: per Bettega la colpa è dell’Amministrazione, che si difende

Un fotogramma diffuso dalla Polizia nell'ambito dell'operazione Ferrhotel
Cinzia Bettega (Lega Nord) ha duramente criticato l’Amministrazione guidata da Virginio Brivio, accusandola di essere responsabile dell’aver trasformato via Ferriera (alle spalle del Ferrhotel) in una zona di spaccio e degrado, come dimostrato dai controlli e dai fermi delle Forze dell’Ordine.
La stradina pedonale è stata infatti teatro di arresti di alcuni richiedenti asilo, accusati di vendere droga ad avventori anche giovanissimi, in un’area a due passi dalle Meridiane, dal centro città e dalla stazione.
“Questa maggioranza ha sottovalutato il problema della presenza dei richiedenti asilo. Come gruppo della Lega Nord avevamo presentato una mozione con domande molto precise e molto concrete sull’accoglienza dei profughi ma non era stata assolutamente presa in considerazione. Siamo convinti che i cittadini hanno il diritto di essere informati, invece si vorrebbe che paghino soltanto le tasse” ha sottolineato la capogruppo del Carroccio. “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a Lecco c’è una nuova piazza dello spaccio. Non posso davvero credere che il Comune non abbia la possibilità di intervenire per combattere questi reati che sono stati creati dalla volontà di accogliere in spregio alle più elementari norme di salvaguardia dei nostri cittadini lecchesi”.
Immediata la risposta del vicesindaco Francesca Bonacina, assessore con delega alla sicurezza: “Non abbiamo mai sottovalutato il problema e certamente non lo abbiamo fatto respingendo un ordine del giorno che chiedeva di conoscere dati che l’Amministrazione non può né avere né divulgare” ha commentato. “Il Ferrhotel è una struttura di proprietà delle ferrovie, in affitto alla cooperativa che ha un contratto sottoscritto con la Prefettura. Si tratta certamente di una zona nevralgica che è importante che  venga presidiata: sono state svolte diverse azioni di monitoraggio, che magari da fuori non si notano. Gli stessi arresti per spaccio sono segno di un controllo attendo che viene costantemente fatto. Il problema richiede una soluzione complessiva, per evitare che lo spaccio semplicemente si sposti in qualche altra via: purtroppo si tratta di una zona a ridosso della stazione che, a Lecco ma anche in Italia e nelle città d’Europa, è sempre un’area a rischio”.
P.V.
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