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Scritto Martedì 13 febbraio 2018 alle 09:46

Nell'indagine Security di GdF e DDA coinvolto un lecchese, arrestato per false fatturazioni e bancarotta fraudolenta


E' un soggetto residente in provincia di Lecco, Angelino Pasquale, l'ultimo fermato nell'ambito dell'operazione Security, condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della Squadra Mobile della Questura di Milano.
Stamani è stata infatti data esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del lecchese, emessa dal G.I.P del Tribunale di Milano, Giulio Fanales, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, in particolare dei magistrati Ilda Baccassini e Paolo Storari.
A Pasquale viene contestato il reato di emissione di false fatturazioni e concorso in bancarotta fraudolenta; sono state inoltre sottoposte a sequestro le quote di 10 società, unitamente alla somma di 153.000 euro.
Dalla prosecuzione delle indagini è stata individuata l'attività del lecchese originario di Napoli, che Fiamme Gialle e Procura ritengono fraudolenta: tramite una vasta rete di società cooperative con sede tra le province di Milano, Monza Brianza, Lecco e Napoli, gestite da prestanome, Angelino Pasquale avrebbe emesso, tra gli anni 2015 e 2017, fatture per operazioni inesistenti per un importo di oltre 2,5 milioni di euro, a favore di società riconducibili al gruppo criminale dei c.d. "pugliesi", i cui componenti sono già stati tratti in arresto nel luglio 2017 nel contesto della medesima indagine Security.
Secondo le risultanze dell'attività investigativa, Angelino Pasquale, dopo aver ricevuto, tramite bonifico, dalla società destinataria della fattura l'importo di cui al documento fiscale inesistente, avrebbe restituito la somma in contanti in favore degli amministratori di fatto delle società beneficiarie, trattenendo per sé un corrispettivo pari al 6% dell'importo fatturato.
Tenuto conto che una delle società (FEDEL SOC. COOP) destinatarie delle fatture inesistenti emesse dall'imprenditore lecchese è stata successivamente dichiarata fallita (con sentenza del Tribunale di Milano emessa nel mese di agosto 2017), allo stesso è stata, altresì, addebitata la condotta di concorso nel reato di bancarotta fraudolenta.
Dalle indagini sono inoltre emerse responsabilità penali a carico di una consulente fiscale con studio in provincia di Bergamo, Fiorinda Granozio, che avrebbe gestito due società cooperative di lavoro bergamasche, destinatarie - per un importo di oltre 2,7 milioni di euro nel periodo 2015/2017 - delle false fatturazioni emesse dalle società riconducibili a Pasquale Angelino.
Nei giorni precedenti, Guardia di Finanza e Polizia hanno anche dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dalla stessa D.D.A. di Milano, per un importo di 32,3 milioni di euro a carico di 91 società di autotrasporti, la cui contabilità era detenuta dal commercialista foggiano Ruggiero Massimo Curci (ex vice Presidente del Foggia Calcio, attualmente agli arresti domiciliari) ritenuto responsabile del reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.


Le indagini hanno disvelato come - al fine di usufruire di asseriti "vantaggi fiscali" che il citato consulente aveva promesso, a fronte di un corrispettivo extra dallo stesso incassato "in nero" (per un importo complessivo pari ad oltre 1,7 milioni di euro non dichiarati al fisco) - gli amministratori delle società coinvolte nella frode, pur operando materialmente in varie zone del territorio nazionale, fossero stati invitati dal Curci a dichiarare la sede legale presso il proprio studio di Carapelle (FG).Nel mese di dicembre 2017, durante l'attività di perquisizione locale presso lo studio del professionista foggiano, era stata sottoposta a sequestro la contabilità di tutte le società cooperative di trasporto che avevano artificiosamente affidato al professionista la tenuta delle scritture contabili obbligatorie.
Al termine di una laboriosa attività di analisi forensedel software gestionale sottoposto a procedura di backup nel corso della perquisizione, nonché di approfondimento contabile eseguito dai finanzieri, è stato riscontrato che, relativamente agli anni 2015 e 2016, numerosissime registrazioni riportanti causali per costi di carburante non erano supportate da alcuna documentazione fiscale giustificativa, determinando in tal senso un fraudolento abbattimento del reddito imponibile delle singole società.
Nel complesso sono stati quindi scoperti costi fittizi per 72,2 milioni di euro relativi a spese di carburante ed una complessiva imposta evasa, ai fini IVA ed imposte sui redditi, pari a 32,3 milioni di euro, oggetto del provvedimento di sequestro dell'autorità giudiziaria eseguito sia a carico delle 91 società di autotrasporto coinvolte,sia del professionista Curci.
Nel suo complesso, l'indagine denominata Security finora ha portato all'esecuzione di 22 arresti e sequestri per quasi 35 milioni di euro.
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