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Scritto Martedì 13 febbraio 2018 alle 20:52

La Lega 'lancia' i suoi candidati, alla presenza di Bossi e Grimoldi. 'A Roma per portare a termine l'autonomia'

"Non siamo più la Lega Nord? Col cazzo! Non siamo andati sul Po e a Venezia per nulla". Umberto Bossi, in persona, nella serata odierna, ha suonato la carica, lanciando la volata ai militanti del "suo" movimento candidati per le elezioni politiche e regionali.

In piedi, tra i candidati, Stefano Parolari, commissario cittadino della Lega

Umberto Bossi

L'occasione è stata offerta dall'inaugurazione delle sede del comitato elettorale al civico 8 di via Fratelli Cairoli a Lecco. In platea un bel gruppetto di leghisti che lo ha accolto con un caldo abbraccio per poi dimostrare apprezzamento salutando il suo intervento con una pioggia di "bravo Umberto" a riprova di come tutti i tesserati di vecchia data si sentano ancora - politicamente - figli di Bossi, come asserito da Stefano Parolari, nominato commissario per la provincia di Lecco, essendo Flavio Nogara "decaduto" in quanto personalmente in campo per un seggio in Regione e dunque in una posizione - stando al regolamento del partito - di incompatibilità con il ruolo precedentemente ricoperto.
"Salvini ha tolto la parola Nord, ma siamo ancora quelli di prima. Ha un po' pasticciato il logo mettendo il suo nome ma va bhe. Non dovete temere, siamo sempre noi!" ha tuonato il Senatur, argomentando sulla necessità di potere a termine il mandato ottenuto dagli elettori per l'indipendenza di Lombardia e Veneto, ricordando come i padri costituenti abbiano inserito un articolo per scongiurare il ritorno del fascismo ("finito con la guerra") ma non abbiano colto come "la degenerazione del nazionalismo ha portato al centralismo statale", che "ha rovinato il Paese: il Sud non si è mai sviluppato e abbiamo speso una fortuna in sussidi. Non dobbiamo però avercela con il Sud: è vittima anch'esso dello stato centrale. Dobbiamo tornare al Governo per finire il lavoro. E ricordate - ha chiosato, rifacendosi ad un tema come la gestione "in proprio" della tassazione - molte delle promesse che vi fanno in campagna elettorale non sono realizzabili perché ghen mia i daneè".

Antonella Faggi con Roberto Ferrari

Dando la Regione ormai per ri-conquistata essendo - a suo giudizio - Gori "in estrema difficoltà" - anche Paolo Grimoldi, segretario nazionale, parlando ai suoi ha sostenuto come "il prossimo Parlamento necessità di una Lega forte per portare a termine il percorso verso l'autonomia". 
Concetto espresso anche da Flavio Nogara, primo dei candidati locali a prendere la parola. "Il 22 ottobre lo abbiamo detto a gran voce. A Roma saremo maggioranza della maggioranza e dopo la vittoria anche in Regione avremo la strada spianata..." .
"L'autonomia sarà spinta per il rilancio del territorio" gli ha fatto eco Luigina De Capitani, già sindaco di Castello, rappresentante della quota rosa nella lista per le regionali con la collega Elena Zambetti, ex primo cittadino di Ello, che, da consigliere in Provincia, "ente con la cassaforte vuota", si è augurata di approdare a Palazzo Lombardia per riuscire a portare più risorse nel lecchese, da investire in primis in sicurezza e lavoro. Da consigliere uscente, invece, Antonello Formenti, ha tenuto a ribattere agli avversari che ritengano che negli ultimi 5 anni in regione si sia fatto poco. "E' stato invece un successo" ha detto del mandato di Maroni, ponendo l'accento su aspetti come la "sburocratizzazione" avviata e gli interventi che hanno consentito di ridurre la disoccupazione di 4.5 punti percentuale. "La Lega è una garanzia per le persone che hanno a cuore il territorio" ha sostenuto, quale slogan per convincere anche gli indecisi.

Al centro Paolo Grimoldi

E si è rifatta al "claim" dei manifesti appesi in sala anche Antonella Faggi, in lizza in Senato (sia nell'uninominale in rappresentanza della coalizione di centrodestra, sia al proporzionale, alle spalle proprio di Umberto Bossi), ricordando dunque come in politica servano "idee, cuore e coraggio", con quest'ultimo da dimostrare tenendo la testa alta "anche quando ti dicono non vali niente". Scrosciante il battimani ricevuto dalla sala (con la presenza anche di Gastone e Gustavo, i suoi amati bassotti).

Spazio infine a Roberto Ferrari, sindaco di Oggiono, terzo nel listino plurinominale per la Camera dopo Eugenio Zoffili di Erba e Alessandra Locatelli di Como, entrambi seduti in prima fila così come Silvano Stefanoni e Clara Bassani per la Lista civica "Fontana presidente", a sostegno dell'elezione dell'avvocato varesino a governatore della Lombardia.
Un brindisi ha così suggellato la serata. Già da domani riprendono i tanti appuntamenti sul territorio. Antonella Faggi, alle 18, sarà nuovamente in sede per un intervento "doppio" con Alessio Butti, candidato nel collegio uninominale di Lecco per la Camera.
A.M.
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