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Scritto Lunedì 26 febbraio 2018 alle 18:25

La differenza, in via alla Rovinata, la fanno 25 volontari tuttofare: 'il bene più prezioso'

Una di loro è stata il “gancio” che ha poi trascinato su quel ramo del Lago di Como l’associazione, nata e operativa da oltre trent’anni a Milano. Tutti hanno ruoli ben definiti anche se dinnanzi all’imprevisto sono pronti a sperimentare (durante la nostra visita qualcuno era alle prese con un ferro da stiro annerito da far tornare come nuovo): c’è chi si occupa dell’accettazione, chi delle piccole manutenzioni, chi ancora gestisce quel minimo di dispensa base (olio, sale, zucchero…) che viene fatta trovare in cucina agli ospiti, chi si offre per piccoli trasporti da e verso gli ospedali o i negozi per “far provviste”, chi si occupa della promozione rifornendo i vari reparti di materiale pubblicitario per far conosce il servizio offerto e chi ancora segue le varie iniziative per la raccolta fondi perché, si sa, qualche soldino in più fa sempre comodo e non c’è come mettere in modo conoscenti e amici per “allargare il giro”…

Alcuni volontari con l'ospite Maria nella cucina della Casa

Con i tre dipendenti assunti, i 25 volontari che – ad oggi – gravitano nell’ambiente di “CasAmica Francesco e Antonio” sono il vero punto di forza della struttura. “Siamo per lo più pensionati ma il gruppo si sta allargando e ha acquisito un po’ più di varietà: nei giorni scorsi si sono fatte avanti tre persone, tutte piuttosto giovani. Ci fa piacere anche nei più giovani una certa sensibilità alle problematiche della vita” ci è stato detto da una piccola rappresentanza che costituisce lo “zoccolo duro” della compagine, venutosi a creare ancor prima dell’apertura della casa di via alla Rovinata, avviata anche grazie al sostegno economico garantito da Fondazione Cariplo e dalle famiglie dei due ragazzi prematuramente scomparsi ai quali la realtà lecchese è stata intitolata. “Lucia stessa si è sorpresa di non aver avuto difficoltà a trovare qui delle persone disponibili” ricordano citando la presidentessa e i primi incontri ai quali è seguita una presentazione alla cittadinanza al Collegio Volta con il passaparola che ha permesso di coinvolgere altri amici nel progetto. “Non riesci a non parlare agli altri di quello che, come volontario, fai qui. E’ come buttare dei semi: poi il vento li trasporta” sostengono, riconoscendo poi nel responsabile Alessio Inzaghi il perno che, con professionalità e competenza, fa “girare la macchina” disponendo al meglio le risorse a disposizione. “Per i nostri volontari sono previsti corsi di formazione (perché non si può improvvisare), supporto psicologico (per non “esaurirli”) e spirituale con un sacerdote: abbiamo cura del bene più prezioso che abbiamo” sostiene proprio il coordinatore.

Una foto di gruppo scattata il giorno dell'inaugurazione

“Non è facile farsi carico di certe situazioni: stando vicino a persone in difficoltà si assorbe il loro dolore”
riconoscono uomini e donne che hanno scelto di vivere l’esperienza di CasAmica. “Ad ogni incontro di informazione in tanti cerchiamo di partecipare, segno che come volontari ci teniamo a migliorarci. E che iniziative come quelle proposte servono”. Incalcolabile, invece, il valore aggiunto garantito agli ospiti da questi “angeli” – come gli ha chiamati Maria – capaci anche “solo” di far compagnia e ascoltare, caratteristiche che – scusate il gioco di parole – caratterizzano CasAmica, rendendola diversa da un qualsiasi altro b&b della città…
A.M.
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