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Scritto Venerdì 09 marzo 2018 alle 15:44

Fusione Acel: consiglieri in Prefettura contestano il patto di riservatezza. ''Impegno è infirmabile''. Si ricorre al Tar

Si è svolto nella mattinata di ieri, giovedì 8 marzo, un incontro in Prefettura a Lecco richiesto da alcuni amministratori locali per discutere sul processo di aggregazione delle partecipate di Lario Reti Holding in quella che sarà la "Multiutility del Nord Lombardia". In particolare sull'Impegno di Riservatezza che dovrebbero sottoscrivere i consiglieri comunali per accedere alle informazioni secretate da LRH. Erano presenti il Prefetto di Lecco, la dott.ssa Liliana Baccari, il Vicario del Prefetto, il dott. Gennaro Terrusi, e il funzionario dott.ssa Michelina Lucia Rignanese. Tra gli amministratori pubblici c'erano i consiglieri comunali Aldo Dal Lago (Colle Brianza), Salvatore Krassowski (Cernusco Lombardone), Marco Longoni (Annone), Olivo Valsecchi (Valmadrera) ed Enzo Venini (Colico). Erano presenti anche il presidente del Consiglio comunale di Lecco Giorgio Gualzetti, il segretario comunale di Oggiono Maria Vignola, con delega del sindaco, e Remo Valsecchi come consulente.

Remo Valsecchi, Marco Longoni, Maria Vignola, Salvatore Krassowski, Aldo Dal Lago, Enzo Venini

Gli amministratori locali rivendicano il diritto di accesso alle informazioni confidenziali, fondamentali per prendere una decisione consapevole in merito al progetto definitivo di fusione societaria. Invocano la normativa vigente che, attraverso il Testo Unico degli Enti Locali, disciplina l'accesso agli atti non condizionato nell'espletamento delle funzioni amministrative e la riservatezza a cui sono tenuti nei casi specificamente determinati dalla legge. Intanto pare che nei prossimi giorni verrà presentato un ricorso al Tar con richiesta di sospensione dell'efficacia del procedimento impugnato. In altri termini, se il Tribunale accordasse la sospensiva, l'effetto della delibera di quel Comune sul progetto di fusione verrebbe congelato, creando un precedente. Un mezzo terremoto.

«Abbiamo sceverato il problema sotto più punti di vista - ha dichiarato al termine dell'incontro il Prefetto Liliana Baccari, in presenza del Vicario Gennaro Terrusi - Bisogna contemperare sia il diritto dei consiglieri comunali di accedere ai documenti sia le richieste volte alla riservatezza che la società ha imposto». Questa è la sintesi della riunione di un'ora e mezza svolta in Corso Promessi Sposi. All'uscita, il consigliere Marco Longoni ha dichiarato: «Siamo stati tutti concordi che l'Impegno di Riservatezza è una forzatura. Noi abbiamo richiesto alla Prefettura di fornire una direttiva netta». La Prefettura ha dimostrato profonda attenzione rispetto alle istanze portate dai consiglieri, nei limiti degli àmbiti di propria competenza. «Noi non possiamo prendere delle decisioni al posto della società. Non possiamo esprimere un parere vincolante - ha continuato la dott.ssa Baccari - Come nostra attività di supporto, possiamo chiedere al Ministero se in passato ci siano già stati dei pronunciamenti su casi simili da parte delle autorità competenti e continueremo a seguire la vicenda». Nel mentre che si chiarisca il percorso della giurisprudenza su questa materia, il Prefetto ha suggerito agli amministratori locali alcune azioni da intraprendere. «I consiglieri comunali possono richiedere l'accesso agli atti direttamente alla società - ha affermato Baccari - Se non viene fornita la documentazione nei termini previsti dalla Legge, i consiglieri possono ricorrere alla Commissione nazionale per l'accesso ai documenti amministrativi». La Prefettura è disponibile a confrontarsi con le parti in causa, anche per trovare delle forme alternative all'Impegno di Riservatezza. «Non penso che la società sia così interessata a partecipare a un tavolo di confronto. Però, magari, se i sindaci volessero incontrarci, la nostra porta è aperta» questo l'invito del Prefetto. La dott.ssa Baccari ha quindi concluso: «Bisogna capire se esistono altri strumenti per tutelare la riservatezza richiesta dalla società".

Cosa prevede l'Impegno di Riservatezza che Lario Reti Holding obbliga a sottoscrivere per accedere alla documentazione completa? Innanzitutto l'astensione dal comunicare per tre anni le "Informazioni Confidenziali" a qualsivoglia soggetto che non abbia firmato il medesimo patto. Ciò implica che i consiglieri che accettano tali condizioni non possono appellarsi a un consulente per chiarire i passaggi tecnici contenuti nei plichi. In caso di trasgressione, ciascuna società partecipante potrà esercitare a propria tutela ogni azione giudiziaria. È previsto il risarcimento di ogni danno subìto dalle società partecipanti in connessione a questa violazione. Infine si impegna il sottoscrivente ad accettare eventuali future modifiche all'accordo di segretezza. Secondo i consiglieri comunali presenti in Prefettura, sarebbe come offrire carta bianca sui propri diritti. «Questo Impegno di Riservatezza è semplicemente infirmabile» ha denunciato il consigliere comunale Enzo Venini. «Io ho il diritto di avere l'intera documentazione. Non può essere vincolato da nessuno, se non da una Legge. È ancora più grave - ha aggiunto Venini - perché ciò accade in una società pubblica. Nei documenti disponibili pieni di omissis non appare mai un'analisi critica su quello che potrebbe essere un danno erariale». Altri amministratori locali hanno sottolineato che sono stati compressi i tempi e che sarà difficile ottenere il parere sulla delibera da parte della Corte dei Conti, senza tradire il cronoprogramma.

Marco Pessina
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