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Scritto Sabato 10 marzo 2018 alle 13:12

Cavo d'acciaio tirato lungo un sentiero tra Dozio e Biglio: gli atti trasmessi in Procura

Il cavo immortalato dal nostro lettore
A seguito di una segnalazione pervenuta al nostro giornale lo scorso 18 febbraio, il Comando di Polizia Locale di Olginate e Valgreghentino, con l'ausilio dei Carabinieri Forestali,  ha avviato una serie di indagini per provare a risalire agli ignoti che - presumibilmente poche settimane fa - hanno tirato alcuni cavi d'acciaio dello spessore di circa 5 millimetri tra gli alberi lungo i sentieri del San Genesio, in un punto compreso tra Dozio e Biglio Inferiore, sul territorio comunale di Valgreghentino. Pochi, almeno per il momento, gli elementi a disposizione degli agenti, che hanno optato per la scelta di notificare gli esiti delle prime indagini anche alla Procura di Lecco.
Il gesto è stato subito interpretato da molti come una "trappola" per i numerosi ciclisti e appassionati di cross (bici e moto) che amano percorrere in sella alle loro due ruote le alture del Monte di Brianza, spesso ad alta velocità: non è la prima volta, del resto, che vengono denunciati episodi di questo tipo, apparentemente continue "battaglie" di una "guerra" combattuta da chi mal tollera la presenza dei ciclisti sul Monte San Genesio, peraltro recentemente annesso - per quanto riguarda la parte di territorio di Valgreghentino - al Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Con il supporto del nostro lettore, gli agenti di Polizia Locale, guidati dal Comandante Matteo Giglio, hanno quindi provveduto all'identificazione del luogo preciso in cui sono stati rinvenuti i cavi, portandosi poi personalmente sul posto per verificare la situazione. In mancanza di "indizi" particolarmente rilevanti, è intervenuto anche l'Ufficio Tecnico di Valgreghentino, che ha fornito alla Polizia Locale le generalità dei proprietari di alcuni terreni ubicati proprio nella zona "incriminata". "Come prevedibile, da un primo confronto con uno di loro non è emerso nessun dato significativo" ha commentato il Comandante Matteo Giglio. "In attesa di contattare anche i restanti nominativi, abbiamo dunque deciso di rendere ufficialmente nota la vicenda anche alla Procura, che eventualmente potrà scegliere di intervenire sul caso, per quanto di sua competenza".
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B.P.
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