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Scritto Sabato 10 marzo 2018 alle 20:38

Calolzio: inaugurati con il vescovo Beschi gli ultimi restauri al monastero del Lavello

Sono stati inaugurati dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi gli ultimi restauri al monastero del Lavello di Calolzio. A partire dalla scorsa estate sono stati sistemati il chiostro minore, la facciata esterna ed il campanile, che avevano bisogno di qualche ritocco per i danni causati dal passare del tempo.

La visita ai restauri del Lavello

Sono stati anche rifatti l’impianto idrico risolvendo alcuni problemi di perdite ed è stato predisposto un sistema di areazione per evitare l’accumularsi di umidità all’interno della chiesa, che avrebbe potuto causare deteriorare splendidi affreschi e alle opere d’arte che vi sono conservate.

La facciata esterna, com’era con i ponteggi e come appare oggi

L’inaugurazione è stata un grande evento, alla presenza delle autorità civili e religiose ma anche di moltissimi cittadini. Purtroppo – causa maltempo – non è stato possibile portare al Lavello la mongolfiera inizialmente prevista, con la quale poter fare alcuni sorvoli per osservare dall’alto lo splendido complesso calolziese e il panorama dall’Adda al Resegone.
“Questo è un luogo davvero unico. E’ una casa che parla, in cui ci si accorge che abita lo Spirito: si avverte una Fede che viene da lontano, come se le preghiere pronunciate nei secoli abbiamo impregnato queste mura” è stato il messaggio del vescovo Beschi. “Dobbiamo alzare lo sguarda per osservare la bellezza di questo convento. E’ importante farlo, in un periodo in cui invece non facciamo che fissare la punta dei nostri piedi, accartocciandoci su noi stessi senza guardare a chi ci sta intorno”.

Il chiostro minore

Il vescovo di Bergamo mons. Beschi

I restauri, conclusi tra dicembre e gennaio, non sono che gli ultimi di una serie di interventi che hanno portato pian piano alla rinascita del Lavello. Sono costati 170.000 euro (40.000 euro per gli impianti, 130.000 euro per chiostro minore, campanile e facciata) e fanno parte di un progetto complessivo di 430.000 euro finanziato in parte da Fondazione Cariplo ed in parte da Fondazione Santa Maria del Lavello, Fondazione Bernareggi (della Curia di Bergamo) e Apaf (Provincia di Lecco).
“Sono il frutto della collaborazione e della sinergia tra pubblico e privato. Tanti soggetti hanno unito le forze per rendere questo posto ancora più meraviglioso, per restituire un gioiello di storia, architettura e socialità. E’ un luogo che ora va vissuto, va “usato” da tutta la comunità” ha sottolineato il presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano.

Lo stesso invito rivolto anche dal sindaco Cesare Valsecchi che ha sottolineato: “il Lavello è una risorsa importante, su cui stiamo puntando molto per lo sviluppo turistico ed economico del territorio”.
Particolari sono stati i lavori al campanile. All’interno della torre campanaria – cui si accede da una piccola porticina all’interno della chiesa – si trovano 4 livelli con pavimento in legno che tuttavia era ormai completamente rovinato e precario. Le assi in legno sono state dunque sistemate.
“Quello che abbiamo fatto oggi lo restituiamo alla comunità, sperando che possa sempre progredire l’utilizzo e la conservazione di questo bellissimo sito” ha concluso il presidente della Fondazione del Lavello, Nevio Lo Martire.

Autorità del territorio e tanti cittadini hanno partecipato all’inaugurazione, accompagnata dalle musiche dell’orchestra del Lavello, formata da un gruppo di ragazzi dai 14 ai 19 anni che dopo aver concluso la scuola secondaria di 1° grado Manzoni indirizzo musicale hanno deciso di continuare a coltivare la loro passione.
Le idee per il futuro non mancano. A partire dall’ulteriore sviluppo del bar e dell’hotel che si preparano ad iniziare la stagione turistica.
P.V.
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