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Scritto Domenica 11 marzo 2018 alle 21:07

Il calolziese Riccardo Gatti, 'capitano' di una ONG, salva tre fratellini soli nel Mediterraneo, in fuga per la vita: uno ha la leucemia

Ormai, per lui, salvare vite umane è diventato un mestiere. Lo fa da anni, incessantemente a bordo di una delle navi dell'ONG spagnola ProActiva Open Arms, la stessa protagonista nell'agosto 2017 di tensioni, a suon di colpi di mitragliatrice, con la marina libica e gemella del vascello che invece negli stessi mesi è entrato in conflitto pure con Malta.

Ma il "recupero" effettuato questa notte, Riccardo Gatti, calolziese a tutti gli effetti pur essendo lontano da casa ormai da oltre dieci anni, lo ricorderà a lungo. "Abbiamo visto una luce, dei segnali luminosi. Ci siamo avvicinati e abbiamo trovato un barchino con tre persone a bordo. La cosa è sembrata subito strana perché c'era un ragazzino sdraiato con attaccato una flebo" ha raccontato intervistato via Skype da Perla Dipoppa per l'edizione delle 20 del Tg1. Sul piccolissimo natante, inadatto per solcare il Mediterraneo, vi era infatti Allah, 13 anni appena ed un destino - apparentemente - segnato: a Tripoli gli è stata diagnosticata la leucemia. I medici hanno parlato chiaro: non c'è la possibilità di sottoporlo a terapia adeguate. Inimmaginabile, in patria, un trapianto.

I tre fratellini

Ma con Allah ci sono anche Ahmed e Mohammed: sono i suoi fratelli, hanno solo qualche anno più di lui. E una gran forza di volontà. Non possono rassegnarsi: il piccolo della famiglia deve sopravvivere. E' così che inizia il loro viaggio della speranza, un viaggio se possibile ancor più "della speranza" rispetto alle traversate compiute da decine di migliaia di migranti in fuga da guerra, oppressioni, povertà... Ahmed e Mohammed hanno messo a repentaglio la loro giovane esistenza con un unico obiettivo: portare Allah in Italia per permettergli di curarsi.

Il tredicenne soccorso a bordo dalla nave

"Hanno acquistato il barchino, lo hanno riempito di bidoni di benzina e sono partiti nella speranza che qualcuno li salvasse" ha raccontato Gatti, dopo averli "ripescati" dopo due giorni alla deriva. Il motore del mini-gommone è andata infatti subito in avaria e l'imbarcazione è così rimasta in balia delle onde, con i tre ragazzini esposti al gelo del mare d'inverno. Finché non hanno intercettato la ProActiva Open Arms. Braccia aperte, non solo metaforicamente. Al sicuro, con capitan Riccardo e la sua ciurma, i tre fratellini stanno facendo rotta su Augusta. Allah può continuare a sperare di avere un futuro.

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