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Scritto Mercoledì 29 ottobre 2014 alle 21:31

'Spese pazze in Regione': Robledo chiede il processo per 64 ex consiglieri. Tra loro Galli, De Capitani, Spreafico, Boscagli

Stefano Galli, Giulio De Capitani, Carlo Spreafico e Giulio Boscagli
Figurano anche i “nostrani” Carlo Spreafico (Pd), Stefano Galli (Lega), Giulio De Capitani (Lega) e Giulio Boscagli (Forza Italia) nell’elenco dei 64 ex consiglieri regionali per i quali il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e i pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio D’Alessio hanno chiesto il processo. Con i lecchesi ci sono anche Nicole Minetti e Renzo Bossi giusto per citare i nomi che, allo scoppio del caso “spese pazze”, fecero maggior scalpore. Alla prima vengono contestate spese per 19.651 euro: tra le voci anche l'acquisto del libro Mignottocrazia nonchè pranzi e cene (soprattutto in ristoranti giapponesi). Nella lista del Trota si trovano invece caramelle, patatine Fonzies, focacce, spazzolini, i-Pad e molto altro ancora, per un totale di 15mila 757,21 euro.
Le indagini, avviate tra il dicembre 2012 e il gennaio 2013, si erano chiuse nel marzo scorso con una sola posizione, quella dell’ex consigliere Mauro Parolini stralciata per l’archiviazione. Avevano portato alla luce rimborsi per spese ritenute illegittime per oltre 3 milioni di euro. Ora sulla richiesta di processo per i 64 imputati dovrà esprimersi il giudice dell'udienza preliminare.  L'accusa per quasi tutti è peculato, mentre due imputati sono accusati di truffa. Si tratta del leghista Boni, il quale avrebbe dichiarato di essere residente in provincia di Mantova quando invece da anni viveva stabilmente a Milano, ottenendo 25.000 euro per spese di viaggio e del lecchese Stefano Galli. Quest’ultimo, come noto, avrebbe fatto ottenere al genero (anche lui tra gli indagati) una consulenza da 196.000 euro. All’esponente del Carroccio lariano, fra l'altro, viene contestato di essersi fatto rimborsare oltre 6mila euro per il banchetto al matrimonio della figlia.
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