Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 50.464.455
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Domenica 01 aprile 2018 alle 18:26

Valmadrera: l'esordio letterario di Tatiana Servedio. Il 14 presenta ''Passetti di seta''

Tatiana Servedio è nata a Valmadrera quarant'anni fa. Cresciuta nella cittadina lecchese, ma orgogliosa delle sue origini baresi, è sempre stata particolarmente legata alle proprie radici e alle tradizioni locali, oltre che alla storia dei primi del '900.
Impiegata e mamma a tempo pieno, le sue più grandi passioni sono la lettura e la scrittura, che ha iniziato a 'praticare' molto giovane, avvicinandosi dapprima ai romanzi di Jane Austen - la sua autrice preferita - e poi dedicandosi alla stesura di pensieri, dediche e riflessioni che, tuttavia, ha sempre preferito tenere per sé.
Dopo aver superato la propria timidezza e aver preso la decisione di mostrare ad altri il proprio talento, Tatiana ha pubblicato il suo primo romanzo, "Passetti di seta", edito da Europa Edizioni, che presenterà sabato 14 aprile alle ore 16.30 presso il Centro culturale Fatebenefratelli di Valmadrera.
In vista di un traguardo personale tanto importante, abbiamo deciso di farci raccontare qualcosa in più sulla nascita e la composizione della sua opera.


Allora, Tatiana, di cosa parla il suo romanzo?
Parla del mondo delle filande, di scelte, di dubbi e di gente comune. Le protagoniste sono due ragazze coraggiose che nascono e crescono nello stesso posto, Valpedro - un paesino vicino a Lecco, la versione romanzata di Valmadrera -, e che raccontano in prima persona le proprie esperienze: Livia ha 15 anni nel 1938, mentre Lalla ha la stessa età, ma nel 1994. Entrambe vivono la filanda per come si propone nel loro periodo storico ed entrambe trovano in questo luogo felicità e tristezza, amore e odio, amicizie e nemici.
La storia, romanzata, mette a confronto due epoche - pre e post seconda guerra mondiale - per sottolineare quanto, in oltre cinquant'anni, la nostra società sia cambiata, stravolgendo lo stile di vita del popolo italiano. In questo romanzo (che, tuttavia, non è di genere storico, né un saggio) emerge come, a parità di luogo, di età, di ambiente sociale e culturale, le esistenze di queste due ragazze siano completamente differenti, ma non le loro emozioni o i loro cuori.

Com'è nata l'idea di "Passetti di seta"?

Poco più di un anno fa, ascoltando i racconti di mio suocero circa la sua infanzia, ho sentito crescere in me un forte interesse per il mondo delle filande. Un ambiente difficile da conoscere al giorno d'oggi, ma che ho deciso di approfondire anche dopo aver realizzato che io e mio marito ci siamo conosciuti proprio all'interno dell'ex filanda del San Martino, a Valmadrera: una coincidenza che non potevo ignorare.
Sempre per caso, poi, ho scoperto dell'esistenza di un museo dedicato per l'appunto alle filandaie: il Museo della seta Abegg, a Garlate. L'ho vistato più di una volta, ascoltando rapita i racconti delle guide, e contemporaneamente ho cominciato a sentire il bisogno di realizzare un sogno che avevo da tempo: quello di scrivere qualcosa. Tuttavia, non era mai il momento giusto: o non avevo idee o non avevo tempo. In realtà temevo che nessuno avrebbe trovato interessante un mio racconto e che, pertanto, non valeva nemmeno la pena di cominciare. Superato questo mio personale pregiudizio, ho deciso di provarci, anche grazie alla prima poesia che ho scritto, "Autocensura", che ho presentato ad un concorso poetico.

Quanto tempo ha dedicato alla stesura del romanzo?
L'ho iniziato il 1 di marzo del 2017, lavorando la sera, dopo aver messo a dormire le mie figlie.
Dopo soli tre mesi lo avevo terminato, in una forma embrionale e da sistemare, certo, ma c'erano una storia e dei personaggi, gli intrecci e gli amori, i buoni e i cattivi. "Passetti di sera" è nato quasi da solo, come fosse sempre stato nella mia testa. Pochi giorni dopo averlo ultimato, l'ho iscritto al concorso di letteratura internazionale "Salvatore Quasimodo" e a dicembre sono stata premiata con una menzione al merito nella categoria "Romanzi Inediti". Più avanti ho deciso di pubblicarlo, affidandomi all'Europa Edizioni.

A chi è rivolto questo romanzo?
Principalmente ai giovani, agli adolescenti e ai preadolescenti. Quando ascolto mio suocero raccontare la sua infanzia, non posso non sentire nel mio cuore un senso di inadeguatezza e sbalordimento. Lui ha ormai 80 anni, io la metà, eppure la sua infanzia e la mia non sono nemmeno lontanamente paragonabili.
La cosa che più mi impressiona è la sua serenità nel ricordare un periodo che oggi definiremmo di privazioni e sacrifici. Io ho due figlie, una di nove e l'altra di dodici anni. Vorrei che i ragazzi capissero quanto ciò che per noi oggi è normale un tempo era impensabile: ecco spiegato il parallelismo tra due epoche, la fine anni degli anni quaranta, anni in cui è nato mio suocero, e la metà degli anni novanta, durante i quali io ero un'adolescente.


Ha in serbo altro progetti letterari?
Come potranno constatare i miei lettori, "Passetti di seta" ha un finale aperto. Il seguito c'è già, a dire il vero, e lo sto ultimando proprio in questo periodo.
Inoltre, circa un mese fa, ho iniziato a pubblicare sui social una serie di capitoli di uno "spin-off" del romanzo: si tratta dell'approfondimento della storia di uno dei personaggi secondari, un bambino, e della sua mamma. Conto di terminare questo 'esperimento' entro maggio, per poterlo iscrivere ad un altro concorso.

Per concludere, il 14 aprile si svolgerà finalmente la presentazione al pubblico del romanzo. Emozionata?
Molto. Sono contenta però che non si tratti di una presentazione vera e propria, altrimenti avrei avuto qualche difficoltà a stare da sola al centro dell'attenzione, data la mia timidezza. L'incontro, infatti, si terrà durante l'evento organizzato con il patrocinio del comune di Valmadrera e la collaborazione del Centro Fotografico Gianni Anghileri - che esporrà foto storiche della cittadina -, della pittrice Alessandra Canali (è suo il dipinto, in precedenza esposto anche al Louvre, che fa da copertina al mio libro), di Chiara Romanò, esperta di ceramiche, e di Raymond Omboga, stilista. Sarà insomma una sorta di mostra dedicata alle arti fotografiche, plastiche e pittoriche, aperta gratuitamente dalle ore 11.00 alle 18.00 e a cui vi aspetto numerosi, per condividere con me un momento importante della mia vita e per godervi un po' di arte.
Marta Colombo
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco