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Scritto Mercoledì 11 aprile 2018 alle 09:22

La seconda Giunta Brivio é nata sotto una cattiva stella

Non ho mai letto l'oroscopo, né mi appassionano gli astri sia quando sono scrutati dai maghi, sia quando sono indagati dalla scienza. Eppure ho ragioni per credere che il secondo mandato di Virginio Brivio non sia nato sotto una buona stella.

Come spiegare altrimenti l'affannosa corsa a ostacoli che caratterizza l'attività della giunta?

Non è più questione d'essere critici o indulgenti, qui parlano le carte. Dirò di più, invece di un assessore all'attuazione del programma, nel rimpasto prossimo e venturo ne servirebbe uno che spiegasse i motivi dei ritardi, delle proroghe, delle inadempienze.

Hai un bel dire che le casse sono ben fornite e che si aprono i cantieri, quando poi i consuntivi ti bocciano se vai a spulciare l'agenda, voce per voce.

Mi sono riguardato, in questi giorni, le linee di mandato del sindaco datate 2015 e proiettate al 2020.

Spiccano le ambizioni di un'organizzazione della struttura, secondo criteri che armonizzassero la rapidità del privato con le esigenze del pubblico e invece questo primo triennio è stato segnato da profonde incomprensioni e tensioni non ancora sopite. Credo che larga parte dell'inefficienza e dei ritardi prenda avvio proprio da questo stato di fibrillazione permanente. E' l'idea che si ricava al solo frequentare gli uffici comunali. Facce soddisfatte non se ne incontrano neanche facendo il solletico.

So bene quanto impegno sia stato speso su questo fronte, ma se poi i soldati in trincea non rispondono ai comandi, qualche difetto nel manico ci dev'essere.

Più volte infatti è capitato che le grane più grosse siano scaturite da grovigli burocratici, a partire da quel Bione che più di un centro sportivo sembra diventato un concentrato di contenziosi e di equivoci.

Poteva essere una gemma che desse lustro a questa amministrazione e invece si è rivelato un fondo di bottiglia.

E come giustificare l'Ostello della gioventù approdato al bando dopo anni di tentennamenti e cadenzato ormai su un possibile taglio del nastro a fine mandato ?

L'elenco delle inadempienze, non disgiunto da qualche buon risultato, è inesauribile e merita di essere ripreso punto per punto.

Sullo sfondo, quasi un diversivo, si agita il progetto della grande Lecco sul quale ho intenzione di intervenire a breve. Sin d'ora mi pare che sia nato zoppo sia nei contenuti sia nel metodo se è vero che i sindaci dei centri interessati non sono stati coinvolti pur essendo i potenziali azionisti di maggioranza della "società".

Sarebbe utile invece riaffermare il ruolo di Lecco comune capoluogo nella promettente accezione contenuta proprio nelle linee di mandato. Basterebbe seguire quella traccia per far compiere alla nostra città un bel passo avanti.

Marco Calvetti
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