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Scritto Venerdì 13 aprile 2018 alle 08:49

Con l'assemblea pubblica di Olginate è nato l'ambientalismo 2.0

Ambientalismo 2.0. L’assemblea pubblica di Olginate sul tema dell’ampliamento del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone nel territorio del PLIS “Monte di Brianza” sancisce la nascita di una nuova forma di ambientalismo. Non è più necessario affidarsi a parchi o ad altre istituzioni preposte allo scopo. Nasce infatti la gestione “in house” anche per quanto riguarda la tutela, la promozione e la valorizzazione del territorio, con chi già si occupa di paesaggio ed ambiente e con la “forza lavoro” del mondo venatorio a far parte di questa grande rivoluzione, e con la regia della Comunità Montana. Oltre a questa grande svolta, il Comune di Olginate si fa garante e promotore del progetto legato alla nascita di un grande unico Parco (Regionale?) che comprenda Barro, Monte di Brianza e Montevecchia. Nell’augurare tutto il successo che l’arduo compito comporta, vista la difficoltà di coinvolgere 15 Enti (una Comunità Montana, due Enti Parco ed i Comuni di Airuno, Valgreghentino, Olginate, Garlate, Galbiate, Ello, Colle Brianza, Dolzago, Castello Brianza, Santa Maria Hoè nonché Olgiate Molgora, capofila del PLIS, e Brivio che potrebbe ravvedersi), non possiamo nascondere alcune preoccupazioni. La prima che da questa “mega fusione” nasca il più classico dei “carrozzoni” tanto temuti e vituperati da sempre dalla cittadinanza residente in questi territori che, giustamente, temono nuovi vincoli e prescrizioni, senza contare la possibilità con relativa riluttanza che qualche “estraneo” venga a “comandare a casa d’altri”. La seconda  che in realtà dietro tutta questa buona volontà si celi invece la consapevolezza che tale progetto possa restare nel “libro dei liberi sognatori olginatesi” e non venga mai realizzato, nonostante le dichiarate “buone intenzioni” in merito: in Brianza siamo abituati a fare un passo alla volta, più che “salti nel buio”, e riteniamo che il primo passo da fare sia quello dell’ampliamento, per poi procedere con il “libero sogno olginatese” dell’intero Monte di Brianza destinato a Parco. Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca: è palese che il Comune di Olginate abbia volutamente “sparato alto” (a proposito di mondo venatorio…) per non ottenere nulla e lasciar tutto allo stato attuale, per la soddisfazione delle minoranze rumorose e di taluni enti timorosi di perdite di sovranità (o desiderosi di finanziamenti?) tutti insieme disciplinatamente presenti al consiglio comunale olginatese di lunedì. Noi auspichiamo che Olginate si ravveda dal dare corso a questo progetto con la “speranza” che chi, fino a questo momento ha lavorato per far sentire la propria contrarietà alla fusione del PLIS con il Parco del Curone (o con il Barro), si attivi per arginare anche questo “pericolo”, magari costituendo un comitato e  raccogliendo firme.
Associazione Monte di Brianza
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