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Scritto Venerdì 13 aprile 2018 alle 17:44

Valgreghentino: profughe africane 'villane', sostituite con quattro pakistani richiedenti asilo

Piazza San Giorgio. Sulla destra lo stabile che ospita i richiedenti asilo
È previsto per la prossima settimana l’arrivo a Valgreghentino di quattro nuovi richiedenti asilo di origine pakistana, che saranno accolti nell’appartamento di proprietà privata gestito dalla Cooperativa Croce del Sud nello stabile di fronte alla Chiesa Parrocchiale: come ha confermato il sindaco Sergio Brambilla, i ragazzi andranno ad occupare gli spazi lasciati vuoti da alcune donne africane che a breve verranno trasferite altrove. Anch’esse sotto la responsabilità, da circa un anno, degli operatori della medesima Cooperativa - che provvedeva quotidianamente al loro sostentamento aiutandole, per esempio, a fare la spesa - avevano trovato alloggio in paese dopo un periodo di permanenza a Malgrate, non andato nel migliore dei modi: non esattamente lodevole nemmeno la condotta dimostrata, a quanto pare, a Valgreghentino.
Diverse, negli ultimi periodi, le rimostranze – giunte anche all’orecchio del sindaco – dei residenti nella zona per alcuni loro comportamenti poco “consoni”, notati e segnalati anche e soprattutto dai gestori di un bar e di un negozio in Piazza San Giorgio, “cuore” del paese.
“Per carità, non hanno mai causato grossi problemi, ma la loro presenza qui non è di certo passata inosservata” ci hanno detto i proprietari del locale, ancora ignari dell’imminente trasferimento delle donne africane ospiti nei locali soprastanti. “Erano più che altro alcuni loro atteggiamenti e piccoli gesti quotidiani ad infastidire noi residenti, a partire dalla mancata osservanza delle regole basilari di buona convivenza: nonostante gli ammonimenti dei loro “tutor” della Cooperativa, non si ricordavano mai di riportare all’interno della casa i sacchi di rifiuti non ritirati perché non conformi, e spesso si “facevano sentire” – per usare un eufemismo – con le urla che accompagnavano i loro frequenti litigi, a qualsiasi ora del giorno. Non capitava di rado, poi, che decidessero di usare lo “stanzino” adiacente al nostro bar come “salottino”, in cui si radunavano, magari anche con amici venuti da chissà dove, per fumare e bere alcoolici acquistati altrove. Noi non ci siamo mai fatti intimorire, anzi, abbiamo tentato più volte di spiegare loro le regole a cui siamo abituati, ma non c’è mai stato nulla da fare: proprio quando sembrava che avessero capito ricominciavano a comportarsi esattamente come prima. Non siamo mai arrivati al punto di voler sporgere denuncia, ma la convivenza a volte si rivelava un’impresa decisamente complicata”.
Con l’arrivo dei quattro ragazzi pakistani, la situazione dovrebbe quindi andare incontro ad un punto di svolta: la gestione dell’appartamento e il “supporto” dei migranti resteranno sempre nelle mani della Cooperativa Croce del Sud, ma chiaramente non mancheranno di verificarsi alcuni piccoli cambiamenti, che si spera questa volta possano essere positivi.
B.P.
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