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Scritto Domenica 15 aprile 2018 alle 09:38

L'amicizia tra Lecco e Brescello, patria di don Camillo e Peppone

Nella panoramica delle trasmissioni televisive che rievocano, in questi giorni, la storica data del 18 aprile 1948, 70 anni or sono, con le elezioni del primo Parlamento della Repubblica, mancavano solo don Camillo e Peppone. Nella seguita trasmissione TV RAI Storia, coordinata dal noto giornalista Paolo Mieli, è stato il prof. Agostino Giovagnoli, docente di storia presso l'Università Cattolica di Milano, ad indicare i romanzi di Giovannino Guareschi come lettura indicata, ovviamente con altre, a capire il clima preelettorale nella neonata Repubblica Italiana.

Don Camillo e Peppone

Nella primavera 1948 Giovannino Guareschi pubblicava "Mondo piccolo, don Camillo", primo volume di una serie fortunatissima di racconti della Bassa. I protagonisti erano il parroco bianco, don Camillo, ed il sindaco rosso, Peppone. "Quel mondo piccolo divenne grande" grazie alle numerosissime ristampe ed alle moltissime traduzioni dei libri di Giovannino Guareschi, scrittore, giornalista, umorista, nato a Fontanelle di Roccabianca il 1° maggio 1908 e morto a Cervia il 22 luglio 1968. I romanzi di Guareschi, ambientati nella Bassa, a Brescello, sono stati riproposti sullo schermo cinematografico, con Fernandel e Gino Cervi, rispettivamente nelle parti di don Camillo e Peppone, i due esponenti di schieramenti politici fortemente avversari e contrari.

Il manifesto dell’incontro fra Lecco e Brescello

Brescello, Comune lungo il Po, in provincia di Reggio Emilia, ma vicinissimo a Parma, è divenuto il paese di Peppone e don Camillo, dopo che il set cinematografico ha realizzato le produzioni relative proprio nel paese stesso.
Lecco ha stretto rapporti di amicizia con Brescello, quasi un gemellaggio, domenica 23 novembre 1997. Quel giorno, allo stadio Rigamonti-Ceppi, si disputava la partita del campionato di serie C1 fra Lecco e Brescello. Un giro del campo con Renzo e Lucia e con Peppone e don Camillo avvenne prima dell'inizio della partita. In mattinata vi era stato, al Big Bar, vicino al municipio, un incontro tra la delegazione di Lecco, guidata dal vice sindaco Angelo Fortunati, e quella di Brescello, con il vice sindaco Virginio Dall'Aglio. L'organizzazione era del Lecco Club Dario Maitre, coordinato da Giuseppe Crippa e da Angelo Cangiamila. La giornata di amicizia fra Lecco e Brescello terminò in serata con una cena presso il ristorante Orestino, sul lungolago.

Renzo e Lucia – Peppone e don Camillo, in piazza a Brescello

Si disse, nei diversi interventi oratori della giornata, che l'incontro del 23 novembre 1997 apriva un nuovo cammino di amicizia dalle rive dell'Adda a quelle del Po. Così è stato per un certo periodo, perché, per quanto riguarda i lecchesi, raggiunsero Brescello gruppi di pensionati CISL, l'Università Terza Età, l'AIDO, il Circolo Farfallino e una numerosa gita di commercianti, guidati da Giuseppe Crippa. Linee Lecco, con la presidenza di Angelo Fortunati, organizzò una gita premio per gli studenti che avevano partecipato ad un concorso di temi sul trasporto pubblico.

La torta del gemellaggio fra Lecco e Brescello

Le visite a Brescello hanno consentito ai lecchesi di verificare come nel paese della Bassa si sia saputo valorizzare il patrimonio dei romanzi popolari di Giovannino Guareschi, dalla chiesa al municipio, dai bar della piazza ai negozi delle vicinanze, ed in tutti gli angoli del centro e della periferia, sino al corso del Po, dove Guareschi ha ambientato episodi dei suoi famosi romanzi. Non sono mancate anche le comitive di Brescello a Lecco, come quella del giugno 2000, quando sostò sul lungolago un gruppo di Brescello diretto a Dervio per una serata su Giovannino Guareschi. In altre occasioni è stata a Lecco la coppia don Camillo e Peppone, interpretata da Ferdinando Paris, ed Abdom Boni, accompagnata dal segretario delle iniziative Guareschi Gabriele Carpi.

Il bar di Peppone e don Camillo

I rapporti negli ultimi anni si sono allentati. Sarebbe auspicabile una ripresa, non solo per rileggere i romanzi ora consigliati da un illustre storico come Agostino Giovagnoli per meglio conoscere l'Italia del 1948, ma anche per suggerire iniziative di turismo popolare che potrebbero essere intraprese anche nella città dei Promessi Sposi.
Aloisio Bonfanti
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