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Scritto Domenica 15 aprile 2018 alle 10:45

Galbiate: settima Monte Barro Running in memoria di Galbiati. Alla partenza anche per gli junior

Hanno raggiunto e superato abbondantemente la quota dei 500 i partecipanti alla settima edizione della Monte Barro Running, che ha preso il via alle 9.00 in punto della mattinata di oggi, domenica 15 aprile, dal centro di Galbiate per poi snodarsi, in un percorso di 15.5 km, all’interno del meraviglioso Parco del Monte Barro.

Organizzata dal Gruppo Podistico Libertà in memoria di Luigi Galbiati, la corsa podistica competitiva si è svolta sullo stesso tracciato proposto lo scorso anno, completamente chiuso al traffico grazie anche alla presenza degli agenti di Polizia Locale e dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri: rispetto a dodici mesi fa, sono state apportate alcune migliorie lungo l’ascesa, per ridurre i rallentamenti nelle retrovie, mentre non è stata modificata la prima parte – di 300 metri – di discesa dalla vetta (a 920 metri di altitudine, dove era previsto un passaggio con ristoro), dove gli atleti hanno dovuto prestare grande attenzione.
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Tra i protagonisti di un evento che è ormai è un grande classico nel panorama sportivo del nostro territorio, anche i numerosi bambini che hanno “bruciato l’asfalto” gareggiando nella quarta Monte Barro Running Junior, dedicata alla giovane mamma Barbara Borlenghi, prematuramente scomparsa poco meno di due anni fa: la loro corsa ha preso il via esattamente 15 minuti dopo quella delle donne, in un clima di grande entusiasmo reso ancora più adrenalinico dal tifo “sfegatato” dei loro tanti supporter che si sono riversati lungo il percorso per sostenerli e spingerli verso il traguardo.

Ultima partenza, soltanto 120 secondi dopo, quella degli uomini, tra cui spiccava il giovanissimo galbiatese Andrea Rota con il pettorale numero 1, vincitore della scorsa edizione della gara. Anche quest’anno, come dicevamo, la Monte Barro Running ha portato il nome di Luigi Galbiati: classe 1926, ha ben rappresentato il modello del lavoratore brianzolo, che dal nulla è riuscito, con passione e spirito di sacrificio, ad avviare un’azienda fino a farla eccellere a livello mondiale.
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Una figura storica di coraggio e di determinazione, ma soprattutto di un uomo dal cuore grande, capace di dare sempre un aiuto a chiunque ne avesse bisogno, la cui giovinezza era stata segnata anche dalla guerra e dalla deportazione in un campo di concentramento nei pressi di Lipsia, in Germania. Un autentico esempio, insomma, anche per tutti i podisti, dai campioni ai semplici amatori di ogni età, che questa mattina, ancora una volta, con addosso i colori delle proprie società, si sono messi in gioco in prima persona per misurarsi sulla strada con gli avversari, ma soprattutto con se stessi, provando a superare i propri limiti e a compiere una piccola impresa sportiva, lasciandosi incantare e stupire dalla bellezza del paesaggio circostante.
B.P.
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