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Scritto Domenica 15 aprile 2018 alle 18:42

I 50 anni del ‘Belledense’: volti e storie di atleti dalla ‘scorza dura’ per uno sport da sempre fonte di educazione e crescita

Volti, aneddoti, storie di sport e di vita raccontati, con un pizzico di nostalgia, attraverso le immagini e le parole dei protagonisti; 50 anni (abbondanti) di amicizia, di incontri e di condivisione di un cammino, di un viaggio di un’intera comunità che ha sì raggiunto una tappa importante, ma che promette di regalare ancora tante emozioni e altrettanti momenti felici. Con qualche mese di ritardo, il Gruppo Sportivo Belledense ha celebrato il suo primo mezzo secolo di attività con il Gran Galà “grigio-blu”, in una serata di festa, quella di sabato 14 aprile, dedicata soprattutto alle “vecchie (e nuove) glorie”, con tanti protagonisti del passato e dei tempi più recenti. Sul palco si sono così alternati tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno ricoperto la carica di presidente del sodalizio, per ripercorrere i momenti salienti di un’Associazione Sportiva Dilettantistica che – sotto la guida di Nikos Corti – attualmente conta ben 315 tesserati tra atleti e dirigenti, con nove squadre di pallavolo, cinque di calcio e due ginnastica (dolce e “GAG”).

Mauro Marini e Massimo Nava

“Perché abbiamo scelto come nome “Belledense”? Ma è ovvio, perché siamo belli!”: hanno esordito così, rispondendo tra le risate del pubblico alle domande dei presentatori Mauro Marini e Massimo Nava, i due primi presidenti in ordine di tempo del GS, rispettivamente Silvano Comi e Giovanni Rocchi. “Erano bei tempi quelli in cui è nato il nostro Gruppo, fondato per la volontà di un gruppo di giovani oratoriani – tutti rigorosamente maschi! – del nostro quartiere di conferire una maggiore organizzazione alle proprie attività sportive e ricreative. Alla fine degli anni ’60, per noi Belledo era sia le Maldive che Saint Moritz: era un microcosmo in cui ci si poteva divertire ogni giorno all’aria aperta, facendo il bagno nel fiume d’estate e godendosi la neve durante l’inverno. Avevamo la “scorza dura” noi, che eravamo abituati ad andare in trasferta a Ballabio a piedi e a sfidarci con il pallone sul “campo” di Germanedo (nell’area dove poi è stato costruito l’Ospedale Manzoni), mica come i ragazzi di oggi…”.

A sinistra Giovanni Rocchi e Silvano Comi

A sinistra don Andrea Mellera

Negli anni 1967-68, il rione lecchese di Belledo registrava proprio la punta massima del suo sviluppo urbanistico e residenziale, avviato poco oltre la metà del secolo scorso. Come ha ricordato il giornalista Aloisio Bonfanti in apertura di serata, un segnale evidente era l’ampliamento in corso, ai tempi della fondazione del GS, della scuola elementare dedicata ad un patriota irredentista, Guglielmo Oberdan. Contemporaneamente, anche tutto il tracciato stradale subiva radicali trasformazioni, trasformando il quartiere da un mondo di bucolica quiete a una realtà cittadina in frenetico movimento, già “animata” da parecchi anni dalla Filodrammatica Juventus Nova, da un attivissimo Centro Culturale, dal Circolo Riva e dal Bar Arlecchino.
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Può essere datato al periodo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 – ai tempi della presidenza di Luigi Corti e Mario Castagna – il primo vero “boom” del GS Belledense, registrato soprattutto nel basket e dovuto principalmente all’aumento delle famiglie residenti nel rione.
“In una comunità che non può vantare un Gruppo Sportivo manca sicuramente qualcosa di grande” ha commentato don Andrea Mellera, attualmente coadiutore a Olginate, ma originario proprio di Belledo e socio onorario del sodalizio, da sempre affiliato al CSI. “Come ha detto anche Papa Francesco, la cosa più importante è che gli intenti coincidano sempre con quelli della Parrocchia, nell’ottica di un’attività che abbia tra i suoi fini principali l’educazione e la formazione dei più piccoli: non dobbiamo mai dimenticare che lo sport – attraverso la fatica, l’impegno e i sacrifici quotidiani – deve, in primis, rendere umani e, di conseguenza, cristiani. È soltanto nell’umanità che possiamo vedere il vero volto di Dio”.

A destra Paolo Biffi

A sinistra Paolo Mascellani

Anche don Andrea (così come tutti gli altri ospiti della serata) è stato omaggiato dal “valletto” Fabio – che ha “sfilato” con tutte le varie divise del GS – con una bottiglia di vino, che il sacerdote ha accettato con un po’ di esitazione per poi dichiarare scherzosamente che “verrà stappata a breve, quando il Belledense perderà sul campo di Olginate”.
Scorrendo in avanti la linea del tempo, il decennio 1984-94 fu caratterizzato da una “poli-sportività”, nonché – stando alle parole dei due conduttori – dal successo del giornalino “Tutti in forma”. “A dir la verità credo che ne sia stato pubblicato un solo numero: i soldi scarseggiavano sempre e anche le divise erano sempre le stesse” ha precisato, tra l’ilarità generale, l’allora presidente Paolo Biffi, che ha poi voluto riservare un commosso ricordo all’amico scomparso Ernesto Ripamonti, anche autore del logo del GS. “È stato il primo a credere fortemente nello sport come strumento educativo, vivendo per più di 40 anni sulla panchina della nostra squadra di basket, sorta praticamente dal nulla proprio grazie a lui”. Una figura esemplare, come ha aggiunto anche il successivo “numero uno” Paolo Mascellani (alla guida del Belledense “negli anni del mitico furgone Transit”), che ha parlato di Ripamonti come di un “visionario, forse troppo poco compreso e supportato nelle sue idee, che con tanta generosità comprava di tasca sua le scarpe ai ragazzi che non potevano permettersele”.

La consegna del “Discobolo d’Oro”

A sinistra il presidente provinciale del CSI Ennio Airoldi

“Complimenti a voi per questo primo, grande traguardo” ha dichiarato poi il presidente provinciale del CSI Ennio Airoldi. “Con le vostre storie, le vostre esperienze e le vostre ricchezze siete davvero belli, un esempio da imitare nello sport e nella vita”.
Avvicinandoci sempre di più ai giorni nostri, gli anni “di Massimo Nava”, dal 1994 al 2007, hanno visto il tesseramento di un numero sempre maggiore di ragazze, grazie anche all’accorpamento tra i ranghi del Gruppo del PGS Shalom, attivo da tempo nel mondo sportivo femminile – con le sue divise “in stile Ape Maya” – con le Suore di Belledo. È stato invece Mauro Marini, presidente nel quadriennio 2007-11 (“una mummia più che un atleta”) a ricevere il “Discobolo d’Oro”, il prestigioso riconoscimento con il quale il CSI Nazionale ha voluto premiare il Belledense per i suoi meriti sportivi ed educativi. Diverse nei colori e nella nitidezza, alcune più “serie” e altre decisamente più “buffe” (ma forse solo perché un po’ datate), agli occhi dei più attenti tutte le foto proiettate nella Sala della Comunità di Belledo nel corso del Gran Galà di sabato erano accomunate da un aspetto fondamentale: il sorriso e l’entusiasmo dipinti sui volti di grandi e piccini, legati dalla passione per uno sport – pallavolo, calcio o basket che sia – in grado di far crescere intere generazioni e di unirle sotto una stessa “bandiera”, quella del GS Belledense, ma soprattutto dell’amicizia. All’attuale presidente Nikos Corti, naturalmente, il compito di chiudere la serata, con l’annuncio della 12^ edizione della “Beleé de Cursa”, in programma per il prossimo 6 maggio.

Al centro l’attuale presidente Nikos Corti

“Abbiamo raggiunto un grande traguardo, che però è solo il punto di partenza di un nuovo cammino da condividere e da vivere tutti insieme, come abbiamo sempre fatto” le sue parole di commiato dal pubblico. Con la speranza – silenziosamente coltivata nel cuore di tutti – che il GS Belledense possa finalmente riuscire a vedere realizzato anche il progetto per il tanto sospirato campo da calcio in sintetico.
B.P.
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