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Scritto Lunedì 16 aprile 2018 alle 14:58

Lecco, gli uffici confermano: i 2 centri islamici non sarebbero in regola con i permessi edilizi

Gli uffici di Palazzo Bovara hanno confermato: i due centri islamici di corso Carlo Alberto (Pescarenico) e corso Promessi Sposi (alle spalle del tribunale) non sarebbero in regola con le norme ur-banistiche, in quanto gli immobili all’interno dei quali svolgono la loro attività non sarebbero destinati – sulla carta - ad essere sede di associazioni. E’ scritto nero su bianco con 2 determine pre-disposte dallo sportello Edilizia Privata, datate 19 febbraio 2018 ma pubblicate solo nei giorni scorsi (essendo già scaduti i 30 giorni concessi ai proprietari per presentare controdeduzioni, ci riserviamo eventualmente di dare anche spazio alla loro versione, qualora vorranno intervenire).

Per quanto riguarda il centro islamico di Pescarenico, dove si ritrova l’associazione “La Pace”,  dalla verifica degli atti è risultato che il seminterrato usato come luogo di preghiera dai fedeli musulmani sia in realtà classificato quale semplice “magazzino” ed inoltre all’interno dell’unità immobiliare sarebbero stati eseguiti tavolati e impianti per la costruzione di un bagno senza autorizzazione (per il quale, prima dell’ultimo accesso, era già stata disposta la rimozione).
Si legge nel documento: “si configura l’avvenuto cambio di destinazione d’uso in assenza di titolo edilizio dell’unità immobiliare in parola da “magazzino” a “sede associazione - attrezzature culturali”” , ed ancora viene rilevato  “che il locale non presenta i requisiti minimi di sicurezza ed igiene per lo svolgimento delle attività per cui il locale stesso è stato predisposto”.
I locali di corso Carlo Alberto, in altre parole, dovrebbero essere usati soltanto come deposito e non come luogo di ritrovo e preghiera.
Per questo è stato avviato il procedimento sanzionatori previsto dalla normativa, informando tanto la Polizia Locale quanto l’ATS.

Una situazione simile riguarda anche il centro islamico che si trova in corso Promessi Sposi 23 dove ha sede l’associazione culturale “La Tolleranza”: agli atti dell’ufficio di Edilizia Privata l’unità immobiliare in questione risulta accatastata quale “ufficio”, dunque con una diversa destinazione d’uso.
Anche in questo caso ha dunque preso il via l’iter per l’applicazione delle eventuali sanzioni.

Andrea Corti
I due centri islamici erano già stati oggetto di una serie di discussioni politiche sollevate dal gruppo consigliare della Lega Nord che aveva denunciato quelle che – secondo i consiglieri del Carroccio – non sarebbero altro che delle vere e proprie moschee abusive, capaci di richiamare oltre 100 fedeli.
Esattamente un anno fa, la Lega aveva depositato 2 interrogazioni proprio per chiedere all’Amministrazione di fare chiarezza su quanto avviene all’interno dei locali e sulle effettive autorizzazioni concesse alle 2 associazioni islamiche.
Domande che ora hanno avuto una risposta ufficiale, confermando i dubbi iniziali.
“Ci hanno messo un anno ma alla fine ci hanno dato ragione: i 2 centri islamici non erano in regola, si conferma anche che non erano state rilasciare le autorizzazioni per il bagno nei locali di corso Carlo Alberto. La nostra attenzione non verrà meno, anzi continueremo a monitorare la situazione. Le regole valgono per tutti: qualunque cittadino lecchese che vuole aprire un’attività è sottoposto a verifiche e controlli, e lo stesso deve valere anche per le associazioni islamiche” ha commentato il consigliere Andrea Corti, promotore delle interpellanze. “Le nostre interrogazioni erano nate dopo la segnalazione di diversi residenti e sono anche citate negli atti degli uffici. Eppure non pos-sono non constatare di non avere ricevuto alcuna comunicazione in merito da parte dell’Amministrazione: non una mail o una telefonato. Ho appreso dal vostro giornale dei rilievi dei tecnici”.

Proprio nel 2017 Regione ha approvato regole più stringenti per i centri culturali islamici: è previsto che vi si possano svolgere attività di culto soltanto se lo si è segnalato al Comune e se sono in regola con le destinazioni urbanistiche.
P.V.
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