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Scritto Venerdì 20 aprile 2018 alle 23:37

Calolzio: il vigile assunto 'per errore' avrà un risarcimento economico di 1.350€

E' stato assunto "per sbaglio" e poi licenziato: per questo l'agente di Polizia Locale Davide Roberto Sanfilippo - in servizio a Calolzio per una decina di giorni lo scorso ottobre - riceverà 1.349,88 euro.
Il Comune, pur di evitare un contenzioso legale, ha deciso di approvare un accordo di transazione con il quale si riconosce che al "vigile mancato" spettano 849,88 euro (lordi) per i giorni di lavoro effettivamente effettuati cui si aggiungono altri 500 euro a titolo di indennità risarcitoria. Questa sarà rimborsata dall'amministrazione del Comune di Monza, "colpevole" di aver invio a Calolzio la documentazione errata che ha portato all'assunzione dell'agente sbagliato tra quelli in graduatoria.
La Giunta Comunale ha già dato il suo ok e con l'esborso andrà a chiudere definitivamente una vicenda quasi surreale. Calolzio - come avviene generalmente tra pubbliche amministrazioni - aveva chiesto di poter "attingere" alla graduatoria di un precedente concorso per agenti di Polizia Locale indetto dal Comune di Monza. Dal capoluogo brianzolo era stato indicato il nome di Davide Roberto San Filippo e Calolzio - fidandosi e senza effettuare controlli più approfonditi - ha proceduto con l'assunzione. 
Dopo 7 giorni in servizio, durante i quali l'agente ha lavorato normalmente (e si apre anche l'interrogativo della validità delle sanzioni e dei provvedimenti eventuale presi in quel periodo), l'ufficio personale di Monza ha comunicato che, ops... era incappato in una svista: Davide Roberto Sanfilippo non risultava aver superato le prove del concorso e dunque non aveva titoli per entrare in servizio nella cittadina della Val San Martino. Un errore madornale, causato da un'omonimia: nella graduatoria finale era presente infatti un altro Sanfilippo (che di nome fa però Franco), che invece aveva superato tutte le prove del concorso. 

L'Amministrazione calolziese aveva dunque lasciato a casa il vigile, dopo una decina di giorni servizio. Il diretto interessato, in tutta risposta, si era rivolto ad un legale chiedendo l'annullamento del licenziamento ed un rimborso per i danni, anche d'immagine, subiti.
Gli avvocati avevano infatti presentato un formale atto di diffida nei confronti dell'amministrazione Comunale a riprendere in servizio il lavoratore sino alla scadenza del contratto a tempo determinato e a corrispondere la retribuzione per i giorni di lavoro già svolti e quelli che il lavoratore avrebbe dovuto svolgere; inoltre si contestata l'illegittima del licenziamento intimando un risarcimento pari a 12 mensilità  oltre che il risarcimento per danni all'immagine del lavoratore provocati dalla notorietà mediatica della vicenda.
Dopo alcune interlocuzioni tra i legali delle parti, ora si è arrivati all'accordo economico: l'agente sarà risarcito e tanto basterà a chiudere il fascicolo.
Calolzio - si legge negli atti - non vuole rischiare di infilarsi in un lungo contenzioso legale. Se dovesse uscirne sconfitto, infatti, la spesa sarebbe decisamente superiore.
Citiamo di documenti approvati dalla Giunta: "non può dirsi assolutamente escluso - anche se ovviamente l'Amministrazione ritiene il contrario - un diritto della controparte ad ottenere un risarcimento del danno subito" ed ancora "nel caso di emissione di una pronuncia, che riconosca il Comune di Calolziocorte soccombente, il Comune stesso verrebbe a sopportare un costo di gran lunga maggiore considerato anche il pagamento della somma corrispondente alla rivalutazione ed agli interessi legali maturati sull'importo riconosciuto per danni, nonché delle spese di difesa della parte attrice nel giudizio amministrativo".   Assunto, licenziato nel giro di 10 giorni, balzato agli onori della cronaca e ora rimborsato: la saga dell'agente "assoldato" per errore dovrebbe essere giunta alla sua conclusione.
P.V.
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