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Scritto Sabato 12 maggio 2018 alle 15:23

Calolzio: i ragazzi del Rota 'sperimentano' la disabilità con A Ruota Libera

Consapevolezza, sensibilizzazione e disabilità sono tre parole che costellano la realtà quotidiana, spesso se ne sente e altrettanto spesso se ne parla, eppure trasformare l'immedesimazione teorica in vera e propria pratica è tutt'altra cosa: a dimostrarlo è stata ancora una volta la manifestazione sociale "A Ruota Libera" che per il quinto anno consecutivo ha permesso ai giovani calolziesi di testare in prima persona le piccole grandi sfide dell'invalidità.

Ideata da Pamela Maggi e promossa con il contributo dell'associazione Lo Specchio Onlus, l'iniziativa ha deciso per quest'anno di cambiare location, spostando i suoi difficili percorsi ad ostacoli sullo sfondo lacustre del Lavello di Calolzio: quello principale, disposto lungo tutta l'isola pedonale, ha visto cimentarsi gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Calolziocorte in complesse prove a bordo di una carrozzina, affrontando pendenze, dislivelli, piccoli dossi da superare, gradini, spazi più stretti ed ostacoli da evitare. Prove quasi insignificanti nella vita di tutti i giorni degli studenti, ma infinitamente più complesse se fronteggiate con una sedia a rotelle.
Ha invece fatto il "bis" il percorso per ipovedenti che, proposto per la prima volta nella scorsa edizione, ha riscosso la curiosità e l'interesse dei ragazzi: a far da teatro alla prova effettuata ad occhi bendati con il solo supporto di un bastone per ciechi ed una guida sono stati questa volta i due chiostri del Monastero del Lavello, che per tutto il corso della mattinata hanno accolto lo svolgimento delle prove.

"Grazie a queste attività le persone possono rendersi conto di cosa effettivamente possa voler dire avere un impedimento o uno dei sensi completamente celati" ha raccontato Pamela Maggi, fautrice della manifestazione. "È il quinto anno che le proponiamo, e tra le tante novità questa edizione possiamo aggiungere anche la collaborazione con l'Istituto Rota di Calolziocorte". A progettare il percorso - occupandosi anche di comporlo e testarlo prima dell'arrivo dei ragazzi delle medie - sono stati infatti gli studenti della classe 4^C CAT della scuola superiore in via Lavello, capitanati dal professor Maurizio Citterio, docente di progettazione e costruzione impianti. Dopo aver studiato in aula le tecniche adeguate per abbattere le barriere architettoniche, la classe di geometri si è così messa nuovamente in gioco per ricrearle in modo che rappresentassero tutti quei piccoli ostacoli che giornalmente mettono alla prova coloro che sono affetti da handicap. Tra questi c'è per esempio lo sportivo Nicola che, come nelle edizioni passate, anche oggi non ha perso l'occasione di portare la sua testimonianza personale agli studenti accorsi, raccontando non solo le difficoltà della disabilità motoria con cui si confronta fin dalla nascita ma soprattutto il suo percorso di conquista dell'autonomia, che l'ha portato a praticare innumerevoli sport: dalle discipline "tradizionali" come basket e nuoto fino al più originale sci nautico o all'handbike. 

A prendere parte alla manifestazione sono intervenuto poi diverse realtà sociali del circondario come l'associazione di volontari, disabili e non, Gulliver Onlus - costituitasi nel 2004 con l'obiettivo di favorire l'integrazione delle persone disabili dei territori di Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco e Pontida - ed il sodalizio calolziese Lo Specchio, rappresentato quest'oggi dal Presidente Alberto Nava.
"La nostra azione mira ad agire su due ambiti diversi" ha esordito il leader dell'associazione. "Da un lato ci occupiamo del tempo libero dei ragazzi del Centro Diurno Disabili "Rugiada" di Calolziocorte, e dall'altro ci interessiamo alla promozionale sociale e culturale del tema della disabilità. Tutti gli anni partecipiamo infatti alla Settimana dei Valori proposta alle classi seconde dell'Istituto Comprensivo Manzoni che comprende le sezioni di Carenno, Torre de Busi, Vercurago e Calolzio". Attraverso la proiezione del cortometraggio "Soggettiva H" - interamente realizzato alcuni anni fa dagli studenti dell'Istituto Bertacchi di Lecco con l'aiuto della regista Ilaria Pezone - il sodalizio si preoccupa così di trasmettere i valori della propria missione, raccontando senza tabù o risposte preconfezionate la dura seppur coraggiosa realtà della disabilità.
F.A.
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