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Scritto Giovedì 17 maggio 2018 alle 12:30

Lecco: anche don Ciotti alla staffetta degli alunni per la legalità, nel ricordo di Cereda

“La legalità non deve essere un obiettivo, ma uno strumento per raggiungere la giustizia; la legalità si fonda sulla responsabilità, sulla ribellione all’indifferenza, sulla capacità di rispondere alla propria coscienza.

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Quindi, Libera, datevi una mossa, perché quanto è stato fatto finora è troppo poco: il ricordo è certamente sacro, ma la lotta contro la mafia deve vederci protagonisti adesso, con lo sguardo di oggi e con la memoria di ieri. Abbiamo il dovere di cambiare le cose, ma possiamo farlo soltanto costruendo un “noi”, unendo le forze per sentirci parte di qualcosa di grande”. Ha parlato così don Luigi Ciotti agli oltre 350 studenti del territorio lecchese che nella mattinata di oggi, giovedì 17 maggio, hanno dato vita in via Baracca ad una “staffetta” per la responsabilità civile e la legalità, passandosi – dopo un centinaio di metri di corsa – un “testimone” tratto da uno scafo utilizzato dai moderni mercanti di schiavi sbarcati sulle nostre coste.

Un pezzo di legno, in sostanza, ma reso decisamente speciale dall’eloquente scritta “Liberi tutti”, per ricordare le storie di donne, uomini e bambini che vedono la nostra Italia come speranza per una vita sottratta a violenza e disperazione. L’iniziativa – inserita all’interno del progetto “Libera la Natura”, pensato per diffondere un concetto di sport basato sul rispetto dell’altro, delle regole e del proprio corpo – ha preso simbolicamente il via dalla pizzeria Fiore, bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività grazie soprattutto all’operato di Libera e della sua “anima”, Paolo Cereda, prematuramente scomparso lo scorso settembre: facile intuire come la giornata sia stata dedicata proprio a lui, “che con passione e tenacia ha creduto fin dal primo minuto nel sogno della rinascita dell’ex Wall Street nel segno dell’etica, della trasparenza e dell’onestà”.

Al centro il sindaco di Lecco Virginio Brivio e l’assessore Corrado Valsecchi

“Paolo è vivo, è qui tra noi e oggi correrà più veloce di tutti” ha esordito don Luigi Ciotti. “Questo luogo, a cui ha ridato vita, speranza e dignità, non è una pizzeria come le altre: Fiore è una casa aperta a tutti, per respirare la libertà e la responsabilità, quella legalità che non deve mai essere un idolo, bensì un chiaro obiettivo da perseguire nella vita quotidiana, a partire dalla scuola e dallo sport, quello sport che, racchiudendo in sé i valori dell’educazione e del rispetto, di se stessi in primis, diventa una goccia di democrazia. Quindi, ragazzi, impegnatevi a combattere il doping nel calcio, nella pallavolo e nel basket, ma anche nella politica, nella cultura e nell’informazione: ribellatevi all’indifferenza, “fate squadra” contro la criminalità organizzata, contro quella mafia che forse sparge meno sangue, ma agisce sempre di più attraverso sottili metodi di corruzione. Da soli siamo piccoli, ma insieme possiamo diventare una forza prorompente: pensate alle migliaia di beni comuni restituiti alla collettività, che oggi sono asili, campi sportivi in cui i ragazzi possono finalmente giocare a pallone, pizzerie come Fiore; luoghi in cui c’è anima, storia, vita, grazie a persone come Paolo che si sono messi faccia a faccia con la realtà, affrontando concretamente i fatti senza retorica né parole inutili. Tutti questi valori devono correre veloci, al nostro fianco”.

Luca Cereda

Don Luigi Ciotti

Un evento, quello di questa mattina, reso possibile grazie all’impegno di tanti: studenti, docenti, genitori, agenti dell’Arma, atleti e amministratori comunali, supportati inoltre dalla Polizia Locale, dalla Croce Rossa, dai volontari della Protezione Civile e, naturalmente, di Libera. Non hanno voluto mancare alla staffetta – che ha preso il via sulle note dell’Inno di Mameli a cura di un gruppo di alunni lecchesi – nemmeno i famigliari di Paolo Cereda, con i figli Luca e Silvia in prima fila insieme alla mamma: sono stati anche loro a dare il benvenuto a tutti gli studenti che, con le loro magliette bianche, rosse e verdi, hanno letteralmente “invaso” il cortile di Fiore portando con sé un’enorme carica di allegria ed entusiasmo.
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E soprattutto con l’augurio, rivolto loro dai volontari di Libera, che “non importa quanto stretto sia il passaggio, quanti castighi ci possano essere… che voi possiate essere padroni del vostro destino e capitani della vostra anima”.
B.P.
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