Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 46.075.252
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Giovedì 17 maggio 2018 alle 17:55

Percepiva l'assegno sociale...in Thailandia. All'accusa scrive: 'non o capito cosa volete', mancando l'h

Stando al quadro accusatorio, avrebbe percepito indebitamente, in un lasso di tempo tutto sommato breve, la cifra complessiva di 21.000 euro in piccole tranche mensili, corrisposte quali assegno sociale, pur non avendone i requisiti. Si è aperto questa mattina al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco - presidente Enrico Manzi, a latere i colleghi Nora Lisa Passoni e Salvatore Catalano - il processo penale intentato a carico di Alesio Lacarpia, uno dei 25 presunti "furbetti" denunciati nell'arco dello scorso anno dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecco per "Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato" secondo l'articolo 316 ter del codice penale che punisce coloro i quali "mediante l'utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l'omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee". Da 6 mesi a 3 anni di reclusione la pena prevista.
Secondo le risultanze raccolte in fase d'indagine dai baschi verdi, l'uomo non avrebbe avuto diritto del denaro erogato all'Inps disattendendo uno dei requisiti posti alla base della concessione dell'assegno sociale stesso: il contributo statale per indigenti spetta infatti a quei soggetti - over 65, italiani o non - residenti in pianta stabile sul nostro territorio nazionale. Lacarpia, invece, avrebbe messo le radici in Thailandia, dopo aver contratto matrimonio con una donna di Bangkok. Non per nulla, anche la cartolina che lo informava dell'avvio di un procedimento a suo carico, sarebbe stata ricevuta all'estero, senza che lo stesso - informato dell'azione giudiziaria - abbia poi eletto domicilio in Italia, come evidenziato dal sostituto procuratore Andrea Figoni, erede del fascicolo, sottolinenando anche come il processo si giocherà proprio sull'assenza dalla Patria dell'imputato. Curiosa, in questo senso, la mail inoltrata dall'uomo alla Procura, lamentando di non aver compreso il contenuto del messaggio notificatogli in Thailandia. "Non o capito cosa volete" scrive nella missiva, dimenticando una H e dicendosi non disposto a versare dell'eventuale denaro, non avendone. Anche tale documento è finito quest'oggi agli atti, insieme alla lista testi stilata dal titolare della pubblica accusa. Si limiterà al controesame l'avvocato Filippo Bignardi, difensore d'ufficio, non avendo mai interloquito con il cliente. Il processo entrerà nel vivo a gennaio.
Articoli correlati:
09.05.2017 - Viveva in Thailandia mantenuto dall'INPS uno dei finti poveri stanati dal Nucleo di Polizia Tributaria della GdF. 25 denunciati da Lecco a Merate passando per Casate. Danno da 500.000€
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco