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Scritto Venerdì 18 maggio 2018 alle 12:34

Valmadrera: i velisti Auriemma ed Eördegh raccontano il loro giro del mondo in barca

Un Centro Culturale Fatebenefratelli gremito di persone ha accolto nella serata di ieri, giovedì 17 maggio, a Valmadrera Carlo Auriemma ed Elisabetta ‘Lizzi’ Eördegh, due appassionati navigatori milanesi che dal 1988 girano il mondo in barca a vela – inizialmente su di un Alpa 11,50 chiamato “il Vecchietto” -, attraversando gli oceani alla scoperta di isole incontaminate e paesi poco conosciuti: sono stati loro i protagonisti dell’incontro “Una vela per raccontare il mondo”, organizzato dall'Amministrazione comunale e dal Circolo Velico Tivano della cittadina lecchese (rappresentati rispettivamente dal vicesindaco Raffaella Brioni e dal Presidente Giuseppe De Luca).



Carlo Auriemma ed Elisabetta ‘Lizzi’ Eördegh

L’esigenza di fuggire dalla frenetica vita metropolitana e staccarsi dagli stress lavorativi ha portato Carlo e Lizzi, alla fine degli anni ’80, a prendersi un anno sabbatico che, però, si è “triplicato”: la navigazione, infatti, si è prolungata per più di un triennio e dall'esperienza di quel grande e meraviglioso viaggio - che ha compreso anche mete come Gibilterra e poi Panama - è nato il libro “Sotto un grande cielo”, edito da Mursia; così, i due esperti viaggiatori hanno deciso di trasformare la loro avventura in un vero e proprio lavoro: andare in barca alla scoperta del mondo e di popolazioni geograficamente molto lontane e diverse per risalire alle nostre radici e alle basi della nostra identità.



Giuseppe De Luca del Circolo Velico Tivano

La passione per il mare, infatti, non è stata transitoria e il peregrinare di Auriemma ed Eördegh è presto approdato al progetto “Barca Pulita”, che li ha spinti ad acquistare una goletta di 15 metri e mezzo - chiamata appunto la “Barca Pulita” – costruita in Italia con vernici antivegetative e materiali non tossici e dotata di nuove attrezzature sperimentali per la conversione pulita dell'energia, come il generatore eolico e i moduli fotovoltaici, realizzati per la prima volta in strisce lunghe e flessibili in modo da poter essere posizionati direttamente sull'albero della barca. Inoltre, tutta l'energia di bordo per radio, luce e telefono satellitare arriva dal vento e dal sole.



Il vice sindaco Raffaella Brioni

“Nel 1993, lasciato “il Vecchietto”, siamo ripartiti a bordo della nostra nuova barca “ecologica” e abbiamo vagabondato attraverso metà del nostro pianeta” ha spiegato Eördegh. “Abbiamo scritto diversi libri (tra cui “In barca a vela intorno al mondo”, “Mar D’Africa” e “Partire”, ndr.), realizzato una ventina di filmati che sono andati in onda all’interno dei programmi “Linea Blu" e “Geo&Geo", oltre che nelle televisioni che ci hanno dato voce. Dal 2001 abbiamo anche iniziato un programma di divulgazione, nelle scuole di tutti i livelli, delle realtà più interessanti con le quali siamo entrati in contatto”.


Con l'aiuto di tante fantastiche immagini e appassionanti filmati – tra cui anche un video sulle splendide Solomon, circa mille isole situate nel Pacifico meridionale ad est della Papua Nuova Guinea che complessivamente coprono una superficie di 28.000 chilometri quadrati, “meta casuale dove abbiamo anche assistito ad una cerimonia ancestrale" - Carlo e Lizzi hanno reso partecipe il pubblico presente in sala di quella che da ormai trent'anni è la loro esperienza e la loro storia: universi straordinari e incontaminati e popoli generosi e accoglienti che vivono dall'altra parte del mondo.


“In venticinque anni di navigazione e di ricerca abbiamo visto tante cose: abbiamo incontrato le balene, nuotato con gli squali, abbiamo vissuto con popoli primitivi e gentili, facendoci conoscere, e abbiamo passato mesi su splendide isole deserte”
ha raccontato Carlo Auriemma. “Abbiamo vissuto momenti intensi e altri più tristi, affrontato tempeste, ci siamo esaltati come mai avremmo pensato, ma ci siamo anche stancati fino al limite della resistenza. Di certo non ci siamo mai annoiati e, così, il nostro lavoro è diventato quello di raccontare ciò che scopriamo nel mondo: per farlo usiamo la penna, la macchina fotografica e la telecamera”.



Ammainare il passato e salpare verso il nuovo, mollare tutto e andare per mare, insomma: è stata questa la scelta di Carlo Auriemma ed Elisabetta Eördegh, secondo alcuni “radicale e rischiosa”, ma che loro assicurano essere stata “una meravigliosa svolta, un giro del mondo "verde" davvero stupefacente a bordo del mezzo di trasporto più antico e versatile: la barca”.
M.C.
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