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Scritto Lunedì 11 giugno 2018 alle 06:35

Calolzio: con il 60% delle preferenze il centrodestra conquista 11 seggi in consiglio, Monteleone resta fuori

Nei fatti ha votato un calolziese su 2 - con l'affluenza ferma ad un imbarazzante quanto emblematico 51.6% - ma le urne hanno restituito un risultato assolutamente netto: il "capoluogo" della Valle San Martino voleva ed ha "cambiato colore", chiudendo dopo 5 anni la partentesi governativa targata PD/sinistra, iniziata nel 2013 con l'elezione di Cesare Valsecchi, favorita anche dalla spaccatura che un lustro fa si era venuta a creare tra le forze di centrodestra.

Ritrovata l'unità, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, con il Carroccio a far da traino, hanno stravinto, consacrando Marco Ghezzi sindaco con 3.386 preferenze pari al 59.63% di voti espressi. L'unica sfida per le altre tre formazioni - tutte orientate più o meno a sinistra - è stata tra loro: Cesare Valsecchi con Cittadini Uniti per Calolziocorte vince così su Diego Colosimo (Cambia Calolzio) e soprattutto sull'ex segretario del PD cittadino e ex componente della sua squadra Roberto Giovanni Monteleone, fanalino di coda con 281 voti pari al 4.94% delle preferenze accordate dagli elettori nel segreto della cabina elettorale alla sua Sentimento civico, non sufficienti per far conquistare alla "lista del cigno" un seggio in consiglio. Con 1.231 voti (pari al 21,68%) Valsecchi ottiene invece 3 poltrone in opposizione: oltre a lui, dovrebbero tornare dunque in assise, sia Sonia Mazzoleni (la più votata tra i Cittadini) sia Paolo Cola, entrambi già assessori. Cambia Calolzio, con 780 voti (13,73%) conquista 2 posti (Diego Colosimo stesso e Daniele Vanoli). I restanti 11 vanno tutti alla coalizione di centrodestra. Si fa dunque prima a elencare i candidati che non entreranno in consiglio: gli esclusi dovrebbero essere Giovanna Levati, Giovanni Losa, Barzaghi Daniela e - forse a sorpresa - Roberto Gagliardi, il forzista sostenuto dalla calolziese Michela Vittoria Brambilla, già uscito sconfitto lo scorso 4 marzo alle elezioni regionali nello scontro interno con il "figliol prodigo" del partito Mauro Piazza.
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